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slurp

 
 

 

 
 

 

Il Coordinamento Parco Sociale Ventaglieri il 5 maggio partecipa a Firenze ad un Convegno sugli spazi ludici urbani a responsabilità partecipata

 

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S.L.U.R.P. è un acronimo inventato per definire Spazi Ludici Urbani a Responsabilità Partecipata, cioè tutti quegli spazi nei quali si svolgono pratiche ludiche (intendendo il gioco come un’attività complessa e multiforme che accompagna l’essere umano durante tutta la vita), nati da qualche forma di coinvolgimento degli abitanti e basati quindi su un principio di “condivisione di responsabilità”.

Un incontro tra esperienze di S.L.U.R.P. attive nel contesto locale, nazionale e internazionale si terrà a Firenze sabato 5 maggio 2012 presso la SMS di Rifredi come parte integrante del processo partecipativo “Non solo un giardino”, in corso nel quartiere per la trasformazione condivisa del giardino di Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto. Il progetto Non solo un giardino è promosso dagli abitanti con il sostegno dell’Autorità regionale toscana della partecipazione e il supporto del Consiglio di Quartiere 5 ed è gestito dalle associazioni La città bambina  e Architetti senza frontiere – Italia. La riflessione sugli S.L.U.R.P. è una tappa importante del percorso di verifica della possibilità di legittimare nuovi modelli di creazione e gestione dello spazio pubblico che finora sono rimasti nella clandestinità, nella marginalità o nella precarietà a dispetto della loro crescente diffusione: orti sociali, giardini condivisi o di comunità, spazi ludico-didattici, campi gioco di avventura e di autocostruzione…e chi più S.L.U.R.P. ha più ne metta!


Firenze, 5 maggio 2012

Società di Mutuo Soccorso di Rifredi, Quartiere 5

S.L.U.R.P. Spazi Ludici a Responsabilità Partecipata

REPORT DELLA GIORNATA

Noi napoletani, in arrivo da Bologna, arriviamo per primi insieme con due ragazze dell’organizzazione: sistemiamo il tavolino con i materiali del parco Ventaglieri con tanti documenti sulla gestione partecipata, il report dei giochi, la tesi mia e di Annalisa Messina, la ristampa dei libricini di Guyelmo el Pesado e le nuove cartoline del parco, un foglio per la raccolta di indirizzi mail di persone interessate, mano mano si sistema il computer, i banchetti per gli snack, si consegnano le presentazioni.

L’atmosfera è rilassata, forse anche troppo.

Si inizia poco prima delle 11.00

Presentazione di Annalisa Pecoriello, ass. La città Bambina, università di Firenze

La riflessione sugli S.L.U.R.P. è una tappa importante del percoso di verifica della possibilità di legittimare nuovi modelli di creazione e gestione dello spazio pubblico che finora sono rimasti nella clandestinità, nella marginalità o nella precarietà a dispetto della loro crescente diffusione: orti e giardini condivisi o di comunità, spazi ludico-didattici, campi gioco di avventura e di autocostruzione…

Presidente Quartiere 5, Firenze

Presenta il progetto partecipativo “Non solo un giardino”, promosso dagli abitanti con il sostegno dell’Autorità regionale toscana della partecipazione e il supporto del Consiglio di Quartiere 5 per la trasformazione condivisa del giardino di Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto.

Il recupero sarà completamente pubblico, in un territorio ricco di esperienze associative.

Sottolinea come ultimamente la necessità di nuove aree verdi e del miglioramento delle aree verdi esistenti sia ai vertici delle segnalazioni dei cittadini, proprio perché il verde rappresenta uno spaccato in cui poter recuperare la relazione che manca in altri ambienti urbani.

Ci si scontra con l’esiguità delle risorse, riguardanti sia i nuovi investimenti che la manutenzione dell’ordinarietà.

Vuole garantire in questo progetto massima serietà, favorendo la partecipazione più allargata possibile, un’ampia raccolta di idee, a cui dovrà seguire la raccolta delle risorse.

Prof. Giancarlo Paba

Cita un piccolo libro “Giochi da pavimento” di Herbert George Wells, in particolare il capitolo dedicato a come i bambini costruiscono le città: con gli scarti, i giocattoli rotti, con quei giocattoli che riescono a trovare un senso solo dopo essere stati rotti.

Prendendo spunto dallo sguardo diverso dei bambini, sottolinea la necessità di cambiare punto di vista e riflettere su ciò che di solito ormai si dà per scontato e non si mette più in discussione: i luoghi più belli delle nostre città non sono sempre stati tali, alcuni si sono trasformati a partire dallo scarto (il central park era, prima di essere un meraviglioso parco, un posto-scarto, luogo di emarginati); la conoscenza, la tecnica non vanno intese come “potere”, non sono privilegio degli esperti, la conoscenza è diffusa, distribuita, è in primis un processo relazionale, ognuno di noi possiede conoscenza, competenza e saper fare (dare il giusto ruolo agli esperti).

La città è il luogo dove si producono nuove differenze ed è questo che la trasforma. Sono le persone a produrre nuovi gradienti.

Bisogna mettere le persone davanti ai problemi (Dolci) per poterli risolvere, nessuno puo’ costruire senza di noi la vivibilità cittadina.

Spesso siamo complici perché ci adeguiamo, ma noi siamo parte essenziale della risoluzione, se le nostre vite cambiano nella città , e non solo quando qualcuno lo fa per noi, allora possiamo continuare risolvere i nostri problemi.

In questo siamo fortunati, mettiamo in discussione le “scatole nere” senza aspettare che qualcuno ci costruisca un mondo migliore adatto a noi.

Presentazione delle esperienze:

Video-Presentazione del progetto “Non solo un giardino”

Il Video è stato girato sul posto usando una tecnica molto bella e d’effetto: tutto audio e riprese delle ombre a terra delle persone. Emergono sempre gli stessi conflitti tipici delle aree urbane (macchine e motorini che attraversano lo spazio, cacche di cani, degrado …) ma anche la stessa enorme fantasia dei bambini che dove non c’è niente si inventano di tutto. Nel progetto si tenterà di salvaguardare proprio la possibilità del gioco spontaneo.

Kolle37_Berlino

http://www.kolle37.de/

È uno dei più famosi Abenteuer Bauspielplatz (campi di gioco di avventura e di autocostruzione) berlinesi; fa parte di una Rete Nazionale di Associazioni che si occupano in tuta la Germania di 400 campi gioco di avventura e fattorie didattiche. Un’esperienza che sta crescendo molto e che sta sperimentando negli ultimi tempi anche una collaborazione con le scuole. In Germania c’è una legge sulla sussidiarietà che affida anche lo sviluppo sociale ad associazioni di scopo sociale (credo siano le nostre di promozione sociale, o a utilità sociale…). Questa che oggi è un’associazione di scopo sociale, è nata negli anni ‘80 come Ludobus, unico gruppo a Berlino Est che proponeva attività di gioco in strada (laboratori con la terra cruda, legno, teatro etc…). C’era grande ostilità da parte del Comune. Poi a Prenzlauerberg, un quartiere di confine tra l’est e l’ovest, hanno individuato lo spazio che hanno tuttora che si presentava come un vuoto urbano di 4000mq dovuto all’esplosione di una bomba; ne hanno preso possesso con un’occupazione e hanno cominciato ad usarlo come campo gioco.

Gestione: ad oggi lo spazio, di proprietà comunale, è affidato all’associazione con una concessione della durata di 5anni che si rinnova di volta in volta (stanno cercando di classificare al catasto l’area come area-gioco per evitare la possibilità che in futuro possa essere sottratta all’uso attuale e addirittura edificata); con la crisi hanno i pagamenti ogni 2 mesi a seguito della presentazione di un resoconto delle attività e delle spese

Risorse: dallo Stato di Berlino ricevono il 90% dei fondi pari a circa 105mila euro che servono per 4 stipendi agli educatori-operatori (e loro se lo dividono in 5); dalle donazioni, sottoscrizioni e collette riescono a raccogliere i fondi per le spese dei materiali e attrezzi

Accesso: lo spazio è gratuito, aperto di pomeriggio soltanto ai bambini di 6-16 anni (i genitori non possono entrare), provvisti di una autorizzazione dei genitori (con numero di telefono): questo tipo di autorizzazione li solleva da ogni responsabilità in caso di incidenti, solo i casi gravissimi sono coperti da un’assicurazione generale della Rete nazionale

Di mattina è aperto alle scuole.

Attività: c’è un programma settimanale, ma ogni bambino può scegliere liberamente cosa vuole fare secondo una chiara linea pedagogica che non limita il bambino sulle scelte.

Tutte queste cose e molto ancora sono state dette guardando un video meraviglioso in cui si vedono le attività che fanno non solo loro ma alcune associazioni della rete dei campi gioco di avventura e le fattorie didattiche: lo stile è Pippi Calzelunghe e si va dall’immersione nella vita della fattoria con l’accudimento e il lavoro vero dei bambini con gli animali e la cura e pulizia degli spazi, al laboratorio di ferro battuto con vero lavoro con il fuoco e l’incudine, alla costruzione di capanne e baracche, percorsi con il legno con tavole di ponte e chiodi e martelli enormi, al un bosco innevato in cui una ventina di bambini in costume da bagno si rilassano facendo merenda nella vasca da bagno, piena di schiuma e riscaldata sotto ognuna da un fuoco e finisce con i bambini in costume stesi nella neve … un altro mondo ovviamente ….

Anna Uttaro_tipi di slurp

Anche se l’intervento doveva tirare un po’ le somme sui tipi di slurp, si è parlato solo di orti urbani e giardini di comunità che si stanno diffondendo un po’ in tutt’Europa e ultimamente anche in Italia..

Cantieri Comuni_Roma

http://www.cantiericomuni.org/index.php

Associazione che promuove la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini che da anni cerca di fare un lavoro sullo spazio pubblico. Con il comune di Ladispoli (Roma) hanno una relazione di collaborazione da 6 anni attraverso le esperienze con le scuole del territorio con il progetto Agenda21 che si è concretizzato in numerosi progetti partecipati, realizzati all’interno dei cortili scolastici. Ora hanno individuato un’area verde in cui manca un luogo di aggregazione, sono 4 ettari di proprietà comunale su cui intervenire attraverso i fondi della Legge Regionale sul Bilancio Partecipativo: i laboratori e l’uso dell’area è cominciato da poco, c’è una grande partecipazione delle persone che vivono lì intorno, hanno cominciato ad attrezzare l’area con panche, tavoli, una casetta etc…

Parco Sociale Ventaglieri_Napoli

http://www.parcosocialeventaglieri.it/pagine/home.htm

Mi sono resa conto dall’inizio che noi siamo una realtà un po’ complicata da spiegare. Al tavolo io e Loredana con il powerpoint di immagini delle attività svolte dal 1995 al 2012. 10 minuti sono volati nel racconto, ma ho cercato di condensare tutta la particolarità della nostra esperienza: il tentativo di essere veramente a responsabilità partecipata mantenendo il parco pubblico e la cittadinanza attiva e libera da convenzioni, di trasmettere anche alle istituzioni la necessità di prendersi cura del bene collettivo, di incontrarsi tutti attorno ad un tavolo di gestione in cui trovare insieme soluzioni ai problemi che di volta in volta si pongono.

Alla luce anche di tutti gli interventi successivi sottolineo davvero l’unicità della nostra esperienza che resta sempre non solo pionieristica, ma anche di grande valore politico.

Gestione: dopo una fase di autogestione della palazzina del centro sociale Damm e di parte del parco durata dal 1995 al 1997, il parco è diventato pubblico, con la gestione affidata prima al Servizio Parchi e Giardini del Comune di Napoli, e poi, a seguito di una ridefinizione generale delle aree verdi urbane, dal 2008 alla II Municipalità che attualmente si occupa della manutenzione del verde, guardiania e pulizia. - - Breve sintesi della storia gestionale del parco.

Nel novembre 2005, gruppi, associazioni e singoli cittadini si ritrovano intorno all’idea-progetto di Parco Sociale, e danno vita al COORDINAMENTO PARCO SOCIALE VENTAGLIERI (CPSV) con l’obiettivo di “prendersi cura” delle persone e dei luoghi, attraverso la “promozione delle fondamentali e positive relazioni sociali”.Il parco, già luogo di incontro e di sperimentazione, diventa un Parco Sociale, il luogo della mixitè sociale, culturale e generazionale, in cui costruire nuovi legami di amicizia e di vita; uno “spazio pubblico” in cui l’abitante del luogo diventa un soggetto attivo che esprime e fa valere il proprio diritto alla città.

Nell’aprile 2006, su sollecitazione del Coordinamento, viene istituito il “COMITATO DI GESTIONE DEL PARCO” (decreto sindacale n.2777/06), i cui componenti sono: Assessorato all'Ambiente, Presidente della Municipalità competente, tutti i Servizi che hanno competenze nella gestione e nella manutenzione del Parco e Coordinamento Parco Sociale Ventaglieri; le finalità sono: accorciare le distanze tra cittadini e istituzioni, sperimentare pratiche di partecipazione, tenere insieme la gestione dei luoghi e quella delle attività sociali e culturali che si svolgono nel Parco. Il tentativo ha breve durata per problemi e disfunzioni della macchina comunale: poche riunioni, impegni continuamente disattesi, estrema lentezza e burocraticità, resistenza al confronto, mancanza di una cultura della partecipazione.

Nel 2008 avviene il passaggio della gestione del parco alla Municipalità. Nasce una collaborazione creativa tra Coordinamento e Municipalità su un obiettivo specifico e concreto: un esperimento di progettazione partecipata e autocostruzione di due sculture-gioco da installare nel parco. Il laboratorio è organizzato econdotto gratuitamente da alcuni componenti del coordinamento, le spese dei materiali vengono sostenute dalla Municipalità, l’installazione è ad opera del Servizio Ambiente del Comune.

Dopo le elezioni del 2011, con il nuovo Presidente della Seconda Municipalità si stabilisce un fattivo rapporto di collaborazione, di cui sono testimonianza le innumerevoli iniziative programmate nel parco, tra cui il progetto di “autosostenibilità ambientale” del Parco, in collaborazione con la Facoltà di Agraria, con l'installazione di un piccolo impianto di compostaggio, e l’elaborazione di un Regolamento Partecipato del Parco, in fase di approvazione e frutto dell’ascolto e del confronto con gli abitanti del parco, bambini e adulti.

Nel 2012 nasce il nuovo “TAVOLO DI GESTIONE PARTECIPATA DEL PARCO”, un ulteriore tentativo per tenere insieme nella gestione del parco l’ente gestore (municipalità), i lavoratori in loco (giardinieri e guardiani), e le associazioni e i cittadini, per confrontarsi e trovare insieme soluzioni ai problemi che di volta in volta si prospettano. Il Tavolo si riunisce con cadenza mensile all’interno del parco e sta dando buoni primi risultati.

Risorse: le risorse economiche per la gestione ad opera del soggetto pubblico sono scarsissime: la Municipalità pur avendo avuto in affido la gestione dei parchi di quartiere, non ha un budget per affrontare le spese; solo ora in previsione del nuovo bilancio, la municipalità prevede un capitolo di spesa specifico per la “manutenzione parchi”. Le attività del coordinamento sono autofinanziate, tranne il progetto “Montesanto, cittadella dei bambini”, articolato in 2 laboratori di strada di arte e di video-narrazione, è sostenuto quest’anno in parte dalla Fondazione Banco Napoli per l’Infanzia.

Accesso: il parco è aperto tutto l’anno con orari fissati in base al calendario comunale. L’apertura e la chiusura dei cancelli è affidata ai guardiani.

Attività: gioco libero e spontaneo, assemblee pubbliche, piazze dell’economia solidale con mercatino del biologico, feste, spettacoli teatrali per grandi e bambini, concerti, readings di poesia, laboratori creativi, preparazione del Carnevale di quartiere, giardinaggio (recente la creazione di un orto sinergico curato insieme da mamme, bambini e guardiani), esperimenti di progettazione partecipata e autocostruzione.

Coop. Sociale Le Rose_Firenze

http://www.cooperativasocialelerose.it

E’ un gruppo che lavora da anni con ragazzi e ragazze “diversamente abili” unendo natura e laboratori creativi. Da circa 5 anni segue la realizzazione partecipata dello spazio esterno di una scuola realizzata ex novo senza una particolare attenzione allo spazio aperto: con le classi della scuola ormai il lavoro di progettazione e realizzazione degli spazi fa parte integrante della programmazione scolastica. I ragazzi della coop. realizzeranno prossimamente nei loro laboratori una fontana che andranno poi a installare sul posto.

Cecco in Rivolta_Firenze

La casa occupata Cecco Rivolta è ubicata all'interno dell'area delle Montalve di proprietà dell'Università di Firenze dal 1992. Dal 2000 gli occupanti hanno dato il via all'occupazione, autorecuperando la casa colonica e utilizzando parte della terra per la costituzione degli "orti sociali" (utilizzati per l'autoconsumo) e parte per il "campino sociale".

Arcobaleno, progetto Ettaro_Pistoia

L’associazione si occupa di minori con attività di doposcuola e tempo libero; sono divisi secondo le diverse fasce d’età (elementari, medie, adolescenti).

Hanno da poco iniziato ad occuparsi di uno spazio verde di 1ettaro, di proprietà comunale, affidato all’ass. con una concessione gratuita; mira ad essere uno spazio aperto alla città attraverso la relazione con le scuole, gli scout, i gruppi di anziani. Il progetto prevede l’orto, un frutteto, la possibilità di ospitare e stare insieme agli animali.

Les Friches_Macerata

Un gruppo di due architette che fanno laboratori per bambini e hanno come interessi forti l’architettura partecipata, l’ecodesign e il recupero creativo di materiali. Fanno azioni nello spazio pubblico definite “conquiste urbane”. Da un po’ hanno un piccolo negozio in affitto che affaccia su una piazzetta del centro storico che diventa il luogo dei laboratori (a pagamento oppure attività finanziate da specifici fondi pubblici).

Il Guasto_Bologna

http://associazionegiardinodelguasto.blogspot.it

Si tratta di un piccolo giardino, i pieno centro storico nella zona universitaria della città.

Prima del progetto era un cumulo di rovine, in parte della domus aurea dei Bentivoglio (distrutta a furor di popolo nei primi anni del Cinquecento) ed era cresciuto nei secoli come discarica cittadina. Alla fine dell’Ottocento fu delimitato da mura; durante la seconda guerra fu un rifugio. Poi luogo emarginato della città, aperto ad un uso spontaneo da parte dei bambini. Negli anni ‘70 tutta l’area del Guasto fu oggetto di un intervento di risanamento e si procedette anche alla realizzazione di un giardino su progetto dell’architetto Rino Filippini che volle dar vita ad uno spazio in cui verde e cemento si mescolassero per permettere esplorazioni, piccole avventure, incontri con lunghi serpenti (di cemento), giochi d’acqua.

Negli anni ‘80/90, con alterne vicende, il giardino diventa luogo impraticabile per la cittadinanza e contenitore di disagio giovanile, luogo di consumo e spaccio di droghe.

Gestione: nel 1998 si costituisce l’Associazione “Il Giardino del Guasto” alla quale viene affidata la gestione del giardino tramite convenzione con il Quartiere san Vitale, che continua ancora ad oggi.

Risorse: provenienti dal servizio Sicurezza servono per pagare 2 operatori civici, uno che si occupa della guardiania e uno che si occupa delle attività con i bambini. Di volta i volta le risorse provengono dall’assessorato alla Cultura, o da altri enti.

Accesso: il parco è aperto da aprile a ottobre escluso ad agosto, tutti i giorni tranne la domenica; nei giorni dispari di pomeriggio il giardino è aperto esclusivamente ai bambini o ad adulti accompagnati da bambini.

Attività: gioco libero e spontaneo (in estate il “fossato” del giardino viene riempito di acqua e diventa l’attrazione principale), laboratori creativi per bambini, feste, spettacoli, incontri, dibattiti, eventi ed iniziative in rete con una molteplicità di gruppi del territorio.

Ass. Filo Verde_Castruccio, Roma

http://ilgiardinodicastruccio.blogspot.it/

Il giardino di via Castruccio è stato realizzato dalla ditta "Immobiliare Giubileo 2000 s.r.l." come opera compensativa dei lavori edilizi compiuti dalla ditta nella palazzina antistante, è rimasto a lungo in attesa di un collaudo, senza il quale non sarebbe stato possibile "metterci piede" e, anche dopo il collaudo non è stato aperto al pubblico, nonostante le forti e immediate reazioni dei cittadini. Ad oggi 3 associazioni vogliono farne un esempio concreto di gestione condivisa (?), sia dello spazio che delle attività che vi si svolgeranno. Il primo passo, dopo la pulizia fatta a metà settembre 2011, è stata la prima giornata di lavoro per la riattivazione del giardino, chiamata "c'è aria di gioco", che si è svolta il 16 ottobre 2011. Obiettivo del progetto è quello di creare un progetto di Design Partecipato, opporre un Disegno Animato, in cui tutti gli attori in gioco danno il loro fattivo contributo al nuovo volto del giardino.

Vorrebbero un giardino libero, aperto, un po' selvaggio, in cui i bambini possano correre e divertirsi senza regole e in piena fantasia.

Indizi Terrestri_Video produzioni dal basso Supersantos_Napoli

http://www.produzionidalbasso.com/pdb_411.html

Un video di 15 minuti. Una mappatura - fatta per caso allenando lo sguardo, rubando immagini con il telefonino – di piccoli spazi liberati, autocostruiti e vitali; a Napoli dove lo spazio pubblico è spesso reso privato lo spazio conquistato dal pallone è spazio ludico condiviso ed allo stesso tempo conteso. Tre spazi differenti nella stessa città, tre luoghi in mutazione, tre luci diverse, scandiscono una partita che dura una giornata.

Open Space Technology: dopo la presentazione delle esperienze, i partecipanti hanno proposto dei temi di cui discutere in gruppi più ristretti:

sicurezza delle aree gioco, rete slurp, mappatura slurp, gestione

Dopo il lavoro dei singoli gruppi ci si è riuniti in plenaria per raccontare dei singoli approfondimenti nei gruppi.

  1. sicurezza: si è parlato molto di come è organizzato Kolle37, dove si è trovato l’espediente di ovviare ai regolamenti vigenti “semplicemente” recintando lo spazio e gestendo le attività con gli operatori, e definendolo pertanto un luogo semipubblico dove si rispettano le proprie regole. Il problema della sicurezza e del rischio è un problema culturale: gli adventure playground ci dimostrano che fare giochi pericolosi, maneggiare attrezzi da grandi è possibile, e educativamente parlando è meglio “fare cose pericolose per evitare di farsi male” … è dimostrato che i bambini che fanno esperienze di questo genere, si fanno meno male, sono più attenti e responsabili: le Assicurazioni potrebbero fare da sponsor ai campi gioco. Rispetto alla responsabilità l’educatore di Kolle37 pone una domanda: “meglio prendersi la responsabilità che un bambino possa farsi male o togliere a 100 bambini la possibilità di crescere?”.

  2. rete slurp: sarebbe importante non chiudere qua questa esperienza e darsi degli obiettivi comuni, a partire da un logo, un manifesto, una data su cui convergere per un’azione ludica che ci tenga uniti aldilà delle distanze geografiche. Si ipotizza il 6 giugno pensando ad un dispositivo ludico non solo per bambini e ad unluogo che ad oggi non sia destinato già al gioco. Si sottolinea che nelle azioni ciò che è importante è il processo più che il prodotto finale.

Ci si propone la diffusione delle iniziative non solo via web ma anche sul territorio a responsabilità dei gruppi locali per una maggiore visibilità.

  1. mappatura slurp: si propone una mappatura collettiva a livello nazionale.

  2. gestione: (al gruppo ha partecipato anche un agronomo del quartiere 5 del Comune di Firenze) si sottolinea come in tutt’Italia il servizio Parchi e Giardini era nel passato una vera e propria filiera (si andava dal taglio di legname alla lavorazione in proprio e la realizzazione di arredo, oltre che i lavori di manutenzione); tutto questo è stato mano mano smantellato e affidato a ditte esterne in appalto, e questo non sempre significa risparmio, e gli impiegati del servizio si sono trasformati sempre più in amministrativi, inoltre c’è una carenza di risorse umane oltre che economiche.

Si vorrebbero trovare altre forme di gestione, ma è chiaro che i modelli incontrati in questa giornata sono quasi tutti “convenzioni pubblico-privato”: in Italia per cultura siamo abituati a pensare al pubblico come “assente” e al privato come “predone”. E’ una questione tutta culturale che va scardinata alle radici anche con il protagonismo della cittadinanza attiva che come nel caso Napoli cerca di “educare” l’amministrazione alla presa in cura degli spazi pubblici e alla partecipazione. Sulla difficoltà del reperimento delle risorse economiche si fa riferimento all’esperienza dell’azionariato diffuso del teatro Valle occupato.

Report della giornata

a cura di Grazia Pagetta e Loredana Berruero del Coordinamento Parco Sociale Ventaglieri


 

 

 
     
   

 

 
     
     

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