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il questioparco

 
 

 

 
 

 

I risultati del questionario sul Parco Ventaglieri somministrato dai Laboratori della Fondazione Fabozzi

 

 

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di  Luisa Amalfi (Laboratori  di Educativa Territoriale della Fondazione Fabozzi)

Introduzione

Il “QuestioParco” è stato realizzato quale strumento d’indagine da cui far emergere dati essenziali sul Parco Ventaglieri. Tra i suoi obiettivi principali, oltre a quelli più generali volti a comprendere il momento di maggiore affluenza nel parco, la tipologia di persone che lo frequenta, le considerazioni più ricorrenti in merito allo stato dei luoghi del parco (ovvero il grado di cura e di sicurezza del parco), la partecipazione alla vita del parco, con particolare riferimento agli organismi in esso presenti ed attivi ed agli eventi da questi organizzati, è stato quello di provocare gli intervistati inducendoli ad esprimere “una regola” ed “un desiderio” per il parco; in tal modo si è cercato di carpire il sentimento col quale tale area viene vissuta e le aspettative maturate intorno ad essa.

La somministrazione del questionario ha visto protagonisti alcuni dei ragazzi che partecipano al Servizio “Laboratori di Educativa Territoriale” gestito dalla Fondazione “Mons. E.A. Fabozzi”, coadiuvati dai loro operatori, i quali, nel corso delle attività organizzate per il mese dell’infanzia, con forte entusiasmo hanno intervistato quanti incontrati nel quartiere Montesanto, in Salita Tarsia ed in tutte le zone limitrofe al parco.

Analisi dei risultati

I 144 questionari somministrati sono stati analizzati secondo un criterio di raggruppamento per frequenza del parco e per fascia d’età. I risultati ottenuti sono schematicamente riassunti di seguito.

Frequenza: Si . TOT. : 52

Fasce d’età:11-20 (tot. 8): tra gli appartenenti a tale fascia d’età che hanno risposto di trascorrere gran parte del proprio tempo (“tutto il giorno”) nel parco, si è riscontrata una lieve preferenza per gli orari pomeridiani e serali; quanto all’area del parco preferita, si registra una netta separazione condizionata dall’età: dai dati emerge, infatti, che fino ai 13 anni circa il “tempo al parco” viene trascorso in prevalenza tra campetto di calcio e area giochi, mentre dai 15 anni circa si prediligono le zone più riservate, nello specifico quelle che coinvolgono la parte alta del parco. Quanto alle considerazioni sul parco, in tutti prevale un’idea di parco poco sicuro, poco vigilato e poco curato, minacciato soprattutto dalla forte presenza di tossicodipendenti; unica fonte di sicurezza percepita è quella dichiarata da un ragazzino, secondo il quale il parco è sicuro perché “non entrano estranei”. In rapporto a quanto organizzato nel parco, maggiore risulta la partecipazione alle attività sportive (calcetto), alle attività di preparazione per il carnevale ed al doposcuola; nonostante tale relativa partecipazione, gli intervistati dichiarano di non essere a conoscenza del Centr.Ag.Gio (Centro di Aggregazione Giovanile) e delle sue funzioni. In ultimo, dall’analisi delle opinioni e dei desideri espressi in merito al parco, emerge con forza il desiderio di uno spazio ristrutturato e riscattato dalle attuali condizioni, più vivo e propositivo di eventi.

Fascia d’età: 20-39 (tot. 15): gli appartenenti a tale gruppo dichiarano di frequentare il parco in orari pomeridiani e di prediligerne la parte alta; tutti denunciano la scarsa sicurezza, attribuita anche a motivi strutturali (“troppe discese libere”) e la scarsa pulizia in cui verte il parco. Tra questi intervistati, la partecipazione agli eventi organizzati nel parco è generalmente scarsa, con la predilezione per feste e concerti; tale “assenteismo” alla vita del parco è spesso attribuito alla mancanza di un’adeguata pubblicizzazione. Le conoscenze in merito al Centr.Ag.Gio ed al significato di “Parco Sociale” sono scarse e confuse. Anche in questo caso, tutti esprimono l’esigenza di un parco curato, sicuro e attrezzato, soprattutto in funzione della possibilità di offrire un’area giochi adeguata alle esigenze dei bambini.

Fascia d’età 40-74 (tot. 29): gli appartenenti a tale gruppo si dividono tra quanti prediligono praticare il parco negli orari pomeridiani (n.16), quanti sono soliti avere una affluenza più occasionale (n.8) e quanti, invece, preferiscono gli orari mattutini (4); quanto agli spazi solitamente frequentati, si evince una equa distribuzione delle presenze tra area superiore, area centrale ed “area giochi”. Rispetto allo stato dei luoghi, le opinioni si dividono tra quanti ritengono che il parco sia curato, almeno discretamente, e quanti, invece, ritengono che sia sporco e trascurato. Tutti concordano, invece, sull’assoluta mancanza di sicurezza e, quindi, sulla pericolosità del parco, attribuita alla scarsa vigilanza ed alla presenza di tossicodipendenti. Tra questo gruppo, maggiore sembra essere la partecipazione alle iniziative organizzate, tra le quali si evidenziano, in particolare, le feste organizzate dal D.A.M.M; nonostante ciò, anche questa fascia d’intervistati lamenta la scarsa pubblicizzazione degli eventi. Scarse risultano anche le conoscenze sul significato di “Parco Sociale”, rispetto al quale, però, c’è una maggiore propensione alla riflessione, mentre sul Centr.Ag.Gio, i suoi attori ed i suoi obiettivi le informazioni sono ancora gravemente carenti. Forte risulta essere l’esigenza di un parco che, oltre a disporre di quanto attualmente manca (servizi, personale, arredo, sicurezza ecc.), si configuri quale punto di riferimento positivo per il quartiere, aperto a tutti e con maggiori iniziative rivolte ai giovani ed ai bambini. Traspare, quindi, una forte fiducia rispetto alle sue potenzialità: tutti ambiscono a che diventi un luogo d’incontro e di crescita, sociale e culturale, sicuro ed organizzato, un luogo aperto a tutti ed attrezzato per ospitare eventi.

Frequenza: No. TOT.: 92

Fasce d’età:11-20 (tot. 13): la non frequentazione del parco da parte di questa fascia d’intervistati è attribuibile all’assoluta mancanza di sicurezza e di pulizia percepita; il parco è ritenuto luogo “d’incontro” di tossicodipendenti e manchevole di tutti i servizi necessari. Quanto alla partecipazione ad eventi ed attività organizzate nel parco, le risposte denunciano, essenzialmente, mancanza d’interesse o d’informazione.

Fascia d’età: 20-39 (tot. 37): le risposte degli intervistati raggruppati in questa fascia d’età sono tutte molto forti e decise nel denunciare lo stato di degrado nel quale verte il parco; molti ritengono che sia impossibile frequentarlo, nonché dannoso, responsabilità, questa, generalmente attribuita a chi abitualmente frequenta il parco (“bambini distruttivi”, “gentaglia”, “drogati e scippatori”) ed a chi dovrebbe tutelarlo (vigilanti, e custodi inesistenti, addetti che “non fanno il loro mestiere”). In tale gruppo, non manca chi dichiarano di non frequentare il parco per mancanza di tempo. Nonostante tali giudizi, tutti, percepiscono le potenzialità del luogo, che ritengono “una buona idea per un quartiere a rischio”. Tra i desideri espressi, ricorre la necessità di un parco “a misura di bambino”, con aree gioco attrezzate e controllate, inaccessibile a motorini e biciclette, “gestito da persone competenti”, riconosciute ed ascoltate dai ragazzini che frequentano il parco; ricorre anche il desiderio di parco quale “zona d’attrazione per il quartiere”, dove “realizzare un centro che offra, oltre alle attività sportive, anche quelle culturali”.

Fascia d’età 40-74 (tot. 42): per quanto in maggioranza dichiarino di non frequentare il parco per mancanza di tempo, dovuta, per lo più, a motivi lavorativi, o per l’elevata età, non mancano quanti si astengono dal frequentare il parco perché non lo ritengono un luogo sicuro ( a causa dell’elevata presenza di tossicodipendenti e di “persone poco raccomandabili” che lo frequentano, ma anche perché abbandonato ed isolato) o perché non lo ritengono attrattivo ( tra le risposte più esplicite al riguardo: “non è un parco”, “non mi piace”, “non attira, è sempre chiuso”). La sfiducia di alcuni intervistati è tale da considerare anche la possibilità di trasformare il parco in altra destinazione (“perché il parco non serve a niente”, “è inutile, perché tutto viene distrutto, bisogna cambiare la mentalità delle persone della zona”).

Conclusioni

Dalla lettura dei dati sopra esposti, si evince chiaramente che è ancora elevato il numero di quanti ritengono il Parco Ventaglieri un luogo di transito, quando non luogo da evitare, un “non luogo” di degrado del quale, però, malgrado tutto s’intuiscono le grandi potenzialità. Traspare anche, con forza, la mancanza di un senso di responsabilità per lo stato delle cose, la tendenza a “demandare ad altri” per continuare ad essere spettatori passivi. Questa condizione sembra accomunare coloro che scelgono di non frequentare il parco a quanti, invece, seppure con modalità e tempi differenti, preferiscono vivere tale spazio e cogliere le opportunità che in esso si presentano.

 
 
     

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