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la piazza del 21 maggio 2011

 
 

 

 
 

 

La piazze dell'economia solidale del 21 maggio 2011

 

 

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Crediamo che lo “spazio pubblico” non possa più essere pensato come spazio del pubblico (Stato, Comune, Municipalità, …), bensì come luogo concepito come proprio dalla comunità, spazio di relazioni e di vita delle persone che frequentandolo gli danno vita.

Gli spazi pubblici assumono senso nel momento in cui gruppi di cittadini si mobilitano sulla base della volontà di dar loro un significato ben preciso. La domanda che ci siamo posti è se intrecciando il tema della vivibilità e della gestione degli spazi pubblici con quelli dell’economia solidale sia possibile individuare una struttura caratterizzata da continuità, autonomia e autosostenibilità.

L’idea è provare a partire da pratiche quotidiane necessarie a ciascuno di noi ma che siano capaci di incrinare la certezza sulla giustezza dell’attuale sistema economico: costruire un luogo fisico dove le dimensioni umane (fisica, affettiva, intellettuale, spirituale e sociale) abbiano la possibilità di reincontrarsi in sé e con gli altri in modo da costruire un luogo simbolico che possa diventare appuntamento cercato perché piacevole ed interessante.

Gruppi di acquisto solidale (Friarielli, Piedi per la terra), associazioni e cooperative (Canto Libre, WWF, ‘E Pappeci, Ya Basta, Masaniello, SCEC, Comitato flegreo, Marco Mascagna, Mammamà, Coordinamento Parco sociale Ventaglieri, MeetUp, Federconsumatori, Giuseppe Aiello per Urupia e Nautilus), produttori agricoli (coop sociale Fuori di Zucca, Azienda Corrado, azienda Emilio Mirabella, azienda agricola Casa Scola), produttori artigianali (Freebanc, Giococcio, Fabrizio Corbo) hanno dato origine ad un tavolo condiviso e paritetico (chiamato tavolo DES) che sta progettando la realizzazione delle Piazze dell’economia solidale attraverso le quali presentarsi ai cittadini ed alle associazioni varie, che invitano a costruire con loro una rete napoletana di economia solidale, con l’occupazione di spazi pubblici che possano diventare luoghi di incontro dove trovare:

  • mercati ‘senza mercanti’, che accorciano la filiera e permettono l’incontro diretto tra produttore locale e consumatore

  • la cultura e la pratica delle tecniche biologiche o ecocompatibili di coltivazione dei prodotti agricoli

  • i percorsi per la salvaguardia dei beni comuni e la diffusione dell’economia solidale

  • commercio equo e piccolo artigianato

  • vendita e scambio di libri

  • spazio per il baratto di prodotti, in particolare dei vestiti della prima infanzia

  • un confronto con le associazioni del territorio e con la cittadinanza sui problemi della comunità locale e nazionale

  • eventi, incontri, dibattiti, proiezioni, letture collettive, animazione

  • spazi di convivialità, dove è possibile fermarsi, parlare, bere qualcosa in compagnia, e dove fare la spesa non è più solo un atto “funzionale” ed alienante, ma un tempo riconquistato al piacere e alla socialità

  • raccolta di rifiuti altamente inquinanti e per i quali lo smaltimento è estremamente difficoltoso (apparecchiature elettroniche, telefonini, lampade a risparmio energetico)

Altro elemento caratteristico delle piazze, scelto dagli attuali partecipanti al tavolo DES, è che esse si svolgono in luoghi dove operano comitati di quartiere e che, ripetendosi con regolarità nello stesso luogo, possano introdurre una ritualità che consente da un lato ai comitati di approfondire la relazione con il territorio e dall’altro ai cittadini di avere la certezza dell’esistenza di un luogo “confortevole” dove fare anche la spesa.

Il Tavolo DES

 

 

 
     

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