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un fiore per petru

 
 

 

Il Parco Sociale Ventaglieri, insieme con tante associazioni antirazziste napoletane, si mobilita per ricordare Petru, suonatore di fisarmonica ucciso dalla camorra.

 

3 giugno 2009

 

5 giugno 2009

 

M. Braucci: Petru un morto che non si paga (Repubblica 6.6.2009)

 

 

 Luca Rossomando: Montesanto, una sfida all´intera città(Repubblica – Napoli 21.06.2009)

 

 
 

foto di piero bizzarro

foto di piero bizzarro

foto di piero bizzarro

foto di piero bizzarro

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Le associazioni del Parco sociale Ventaglieri, Damm, Mammamà, Agoghè, Forum Tarsia, Centro Eta Beta, Fondazione Fabozzi, le associazioni antirazziste, l'Opera Nomadi, la Scuola di Pace, la Comunita' Cristiana di Base del Cassano, i cittadini di Montesanto stanno organizzando per giovedì 4 giugno un'iniziativa pubblica alla Cumana di Montesanto per ricordare e denunciare l'assurda morte di Petru Birladeanu, musicista e viaggiatore, da molti conosciuto nel nostro quartiere.

L'iniziativa si terrà alle ore 18.00, intorno alla stessa ora in cui Petru è stato colpito per la pazzesca sparatoria che ha attraversato tutto il centro di Napoli!

Facciamo appello ai cittadini napoletani e all'associazionismo democratico a partecipare per esprimere solidarietà alla famiglia di Petru (che lascia insieme alla moglie due bambini) per i quali chiediamo che siano riconosciuti nel fondo nazionale per le vittime della mafia e per dire con forza che non è questa la città in cui vogliamo vivere!!

Partecipiamo tutti/e.

Mercoledì 3 giugno alle ore 18.00 ci sarà un'assemblea pubblica al Damm di Montesanto per decidere le modalità dell'iniziativa. 

 


Comunicato del Collettivo Napoli Internescional

Mercoledì 3 giugno alle ore 18.00 ci sarà un'assemblea pubblica al Damm di Montesanto per decidere le modalità dell'iniziativa.Martedì sera un commando d 8 persone su quattro motociclette attraversa via Pignasecca fino alla stazione della Cumana. Sparano in aria, all'impazzata. E' l'ennesimo scontro per il territorio che vedrebbe gli affiliati del clan Sarno di Pontcelli cercare di terrorizzare chi pensa di sostenere il ritorno su piazza del vecchio boss Mariano, appena scarcerato.

Petru forse neanche la conosce questa storia. Ma alla stazione della Cumana diversi colpi sono sparati ad altezza uomo, tra la folla che scappa. Forse hanno avvistato qualcuno del clan avversario, forse sparano contro i vetri della casa di qualche rivale, forse un errore... chissà. Un ragazzo di 14 anni viene colpito alla spalla e per poco non ci rimette la pelle. Petru è meno fortunato: le videocamere della Cumana lo riprendono mentre scappa e cerca rifugio come tanti altri dentro la stazione. Il braccio intorno al collo della sua compagna, un istintivo gesto di protezione. Ma una volta dentro si accascia: un proiettile gli è entrato sotto l'ascella bucando cuore e polmoni. Gli lascia sul corpo uno strano segno come di arma da taglio che inizialmente confonderà anche i medici. Ma Petru muore "sparato", come si dice a Napoli, sparato per niente! Muore dopo mezzora di agonia e i ritardi dei soccorsi che probabilmente hanno scontato anche il caos e la paura che si era creata in tutta la strada. Malgrado l'Ospedale Pellegrini fosse a 500 metri... La compagna piange disperata. Petru aveva 33 anni...La sua fine terribile ricorda quelle di altri, come Silvia Ruotolo, uccisa anch'essa da un proiettile vagante al Vomero dodici anni fà. Ma la città non condivide la stessa commozione. Forse siamo più cinici in generale, forse Petru è "soltanto" un rom... sta di fatto che al momento in cui scriviamo non sono previste fiaccolate, esequie ufficiali, interventi istituzionali in sostegno della sua compagna... Nessun politico di professione o amministratore ha pensato di prendre parola su una sparatoria così insensata nel centro della città che dicono di voler rappresentare... Forse c'è un motivo a tutto questo.Petru non ha avuto "l'onore" di essere veramente raccontato nei servizi di testa dei tg, se non dentro la più complessiva e impigrita retorica sul consueto far west napoletano. Un rom in cronaca senza essere accusato di stupro o di omicidio, un rom vittima innocente non da dividendi politici, non serve alla macchina della paura e della propaganda.

Anzi, alcuni quotidiani hanno inizialmente accreditato la tesi che fosse lui l'obiettivo dei sicari..! Per qualunque "indigeno" in poche ore la polizia è in grado di fornire un profilo attendibile su una possibilità del genere. Inutile dire che Petru, quotidiano suonatore di organetto sulla cumana, ben difficilmente (!) rientrava in questo schema. Ma intorno allo straniero, per lo più rom, si concede sempre un margine ulteriore all'incertezza, al sospetto, anche se questo sospetto non ha nessun punto d'appoggio razionale.

 
     

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