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il quartiere della scienza

 
 

 

 
 

 

Impariamo a fare scienza all'interno del Parco Sociale

 

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IL QUARTIERE DELLA SCIENZA Sperimentiamo come e dove si può fare scienza -Progetto di Maria Francesca Magliulo - Progetto esecutivo DM23843 - LEGGE 6/2000  - Initiative per la diffusione della cultura scientifica  - in collaborazione con l’ Università Federico II di Napoli, Facoltà di Chimica -Operatori: Annalisa Messina, Vincenzo Pizza, Francesca Rota, Marilena Valentino.

Il Centro di Aggregazione Giovanile del Parco Sociale Ventaglieri, nato all’interno di una forma sperimentale di progettazione partecipata dall’unione in rete di diverse realtà di pubblico e privato sociale, opera nel quartiere di Montesanto nel centro storico di Napoli promuovendo attività sociali e culturali rivolte ai minori..

Al centro collaborano: il servizio del Comune di Napoli di Educativa Territoriale, il progetto sociale Chance, il centro culturale D.A.M.M., ed operatori volontari. Rivolta principalmente ai ragazzi del quartiere che vivono una condizione sociale di alto rischio, l’offerta educativa consiste in attività laboratoriali ( pittura , manualità, costruzione di maschere per il carnevale di quartiere ecc.) giochi di gruppo, sport e piccoli eventi.

Gli obiettivi del progetto proposto dalla prof.ssa Magliulo di diffusione della conoscenza scientifica in contesti informali e di sensibilizzazione rispetto all’inquinamento domestico (acustico e chimico) si sono rivelati aderenti alle finalità educative del centro. Attraverso una collaborazione tra promotrice e operatori si è plasmata l’attività sulla realtà territoriale.

Dopo un breve periodo di formazione degli operatori del Centro presso la facoltà di Chimica dell’Università di Monte Sant’Angelo, si sono avviati i laboratori, secondo la pratica in uso al Parco di libera partecipazione, senza la frequenza costante ed una selezione iniziale, utilizzando un metodo di esperienza empirica come approccio alla scienza.

Il lavoro è stato organizzato in due incontri settimanali di due ore ognuno, uno dedicato alla fisica ed uno alla chimica, per la durata di un mese.

Gli incontri di fisica, consistenti nella rilevazione dei dati acustici tramite l’uso del multimetro, si svolgevano nelle zone aperte del parco e per le strade del quartiere. L’approccio al progetto dei ragazzi è stato stimolato dall’espediente dell’attività all’aperto e dall’ uso di uno strumento sconosciuto: spinti dalla curiosità e divertiti dalla sperimentazione ognuno ha sviluppato competenza nella misurazione dei suoni e rumori più vari, come il tono della voce, gli oggetti in movimento, i mezzi di trasporto… Ha riscosso particolare ed inaspettato successo la trasposizione dei dati su libretti personali.

Gli incontri di chimica, svolti nei locali interni, consistevano invece in esperimenti realizzati con l’impiego di strumentazioni da laboratorio per osservare, con la guida dei professori universitari, gli effetti della miscelazione di sostanze di uso quotidiano. Il setting maggiormente strutturato, le procedure e gli strumenti complessi hanno intimidito in fase iniziale i più grandi e motivato i piccoli. A dispetto della programmazione, le reazioni dei ragazzi hanno influenzato lo sviluppo delle attività, spostando l’attenzione verso gli esperimenti per loro più attrattivi, come la miscela di sostanze coloranti e l’ utilizzo della cartina tornasole. Gli attrezzi, ovviamente, erano adoperati nei modi più creativi in forma di gioco.

Il progetto prevedeva un momento conclusivo di dimostrazione pratica delle abilità e competenze acquisite dai novelli “scienziati” nel ruolo di guide, mostra fotografica delle varie fasi di svolgimento del lavoro ed rappresentazione grafica degli esperimenti. L’evento finale si prospettava per i ragazzi sia come riconoscimento che come premio per l’impegno e la costanza. La buona riuscita dell’avvenimento è stata però osteggiata da un gruppo di ragazzi del parco che, auto-esclusisi dalla partecipazione, hanno preteso di intervenire creando più disguidi che benefici alla manifestazione.

La sinergia operativa tra portatori di conoscenze tecniche e operatori-mediatori ha fatto sì che la trasmissione di competenze scientifiche verso ragazzi di quartieri con una forte dispersione scolastica, comunemente restii alle lezioni, abbia dato dei risultati sorprendenti sia come partecipazione che come apprendimento. La valutazione complessiva di un esperimento di fuoriuscita dalle sedi accademiche o comunque istituzionali, come insegnamento di contenuti altamente culturali ma comunque direttamente riconducibili alla realtà quotidiana, nonostante la situazione destrutturata e le condizioni di degrado, ha prodotto non solo un interessamento ad argomenti ed esperimenti normalmente considerati indigesti, ma addirittura ad una riproduzione di questi in qualità di esperti.

Gli operatori del Centro di Aggregazione Giovanile

 
 
     

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