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metrograffiti

 
 

 

 
 

 

Intervento di riqualificazione della Stazione della Metropolitana di Montesanto a cura della Fondazione Eta Beta Lab

 
 

 

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METROGRAFFITI di Rino La Rocca (Fondazione EtaBeta Lab) Fine giugno 2007, dopo 40 giorni impegnati a tratteggiare le linee di un disegno che non poteva figurarsi solo sulle mura della stazione di Piazzetta Olivella, Montesanto, città di Napoli. Ci stava da mettere in campo quel poco di sapienza e conoscenze ed esperienze accumulate proprio lì, tra le attività costituenti il progetto del “Parco Sociale Ventaglieri” e qualche buona intenzione dell’Amministrazione Pubblica di contrastare quella “filosofia del rotto” che ritrovi in tutti gli angoli del disastro Napoli. Questo scenario, anche molto ovvio, ha fatto da palcoscenico per una rappresentazione al meglio delle possibilità per tutti gli attori coinvolti. E allora vediamo cosa è stato e cosa è ad oggi quell’intervento denominato “MetroGraffiti 1925-2007”.

La Società Rete Ferroviaria Italiana (RFI) promuove il progetto ”obbiettivo stazioni rinnovate: graffiti ed arti visive per la valorizzazione del patrimonio immobiliare ferroviario”.

Il 27 giugno 2007 la RFI e i “writers” metropolitani presentano le nuove opere in 19 terminali passeggeri, coinvolgendo 14 regioni italiane. Aerosol Art, murales, graffiti, sculture realizzate con materiale ferroviario, ma anche disegni di bambini, foto e installazioni sonore, mentre animatori ed artisti intrattengono i passeggeri e i frequentatori delle stazioni italiane. L’intenzione non è solo riqualificare il patrimonio ferroviario ma anche un tentativo per “segnali di avvicinamento” con quella platea giovanile che descrive se stessa con kilometri di inchiostro e pittura sui vagoni in movimento lungo la ragnatela della strada ferrata e le sue sedi. Un fenomeno che oscilla tra interventi di grande attrazione visiva e il muroscritto con miliardi di banalità con l’ansia di marcare la propria presenza al prossimo. In ogni caso queste realizzazioni propongono alle città gli ambienti ferroviari “rivisitati”, allo scopo di poterli ancora utilizzare per attività sociali. In effetti questa tipologia di intervento propone un contributo capace di sviluppare maggior rispetto per il bene pubblico-stazione, provando a ridurre gli atti vandalici e a mettere la società ferroviaria in relazione con ruoli sociali capaci di interpretare le stazioni da semplici luoghi di frettoloso passaggio a spazi più abitabili, proiettati verso le aree circostanti, per una riqualificazione urbanistica della città.

A Napoli l’iniziativa ricade sulla stazione della linea 2 di Montesanto, inaugurata nel 1925, una tra le prime sedi dei metrò sotterranei europei, ricordata dai più longevi come la“direttissima” in città..

Il progetto muove i primi passi da una intesa tra RFI e il Centro Eta Beta del Servizio Giovani /assessorato alle politiche sociali e giovanili del Comune di Napoli , che individua nella nostra Fondazione l’organismo in grado di mettere in campo l’esperienza di operatori e organizzazioni già attive sul territorio proprio nelle pratiche e discipline artistiche praticate in progetti simili rivolti ai giovani della città. Questo processo ha costituito il primo momento virtuoso della “progettazione partecipata”, coinvolgendo a vario titolo altre agenzie impegnate in percorsi di “educativa territoriale” con i ragazzi di Montesanto, operatori impegnati in “Scuole Aperte” presso gli istituti della Pubblica Istruzione, i residenti che fanno pratica di cittadinanza attiva, oltre ai tanti collaboratori che militano nella esperienza del “Coordinamento Parco Sociale Ventaglieri”..

A questo contesto di pratiche e attività sociali che insistono nell’area di Montesanto vanno aggiunte le decine di allievi iscritti ai corsi gratuiti di –graffiti-break dance-musica classica popolare e pop-rock del progetto “arcobaleno” del Servizio Giovani, che hanno avuto modo di cimentarsi con i propri trainer in un esercizio pratico sul campo

Inoltre, sul versante della Pubblica Amministrazione si è sviluppata una condivisa intesa con la Presidenza della Seconda Municipalità che si è impegnata a caratterizzare il tentativo di riqualificazione della piazzetta Olivella, spazio di ulivi, aiuole e panchine su cui versano gli ingressi e le uscite della stazione.

I vari livelli di ideazione e progettazione dell’intervento “metrograffiti” hanno messo in opera, nei giorni 26/27 giugno 2007, interventi di decorazione pittorica con stencil, sagome, proiezione di linee in battifilo, raffiguranti alcuni temi della superstizione popolare legata all’idea del viaggio: “non è vero ma ci credo” ha rappresentato il titolo sotto cui hanno preso corpo gli interventi di applicazione-disegno per sviluppare, nelle opportune dimensioni, quei fantasmi benevoli di “cornicelli rossi-scartellatielli gentili-ferri di cavallo paracadutati, in una proiezione di linee e bande colorate che propongono volume all’edificio/casermetta della stazione quando la intravedi dalla Piazzetta livella. I due giorni di intervento hanno visto in azione gruppi di ragazzi precedentemente coinvolti nel quartiere, cioè quelli che giocano a palla sempre nella piazzetta, impegnati a scrivere con lettere-stencil brevi frasi e motti internazionali legati al viaggiatore: un esempio di benvenuto per i tanti stranieri studenti e turisti che insistono in città. Altro esempio di accoglienza per i tanti passeggeri della stazione è stata la sonorizzazione dell’area durante l’intervento pittorico, con sezioni di musica popolare alternata a ritmi rapper/underground. E poi ancora gli spazi, i luoghi del posto su cui poter sollecitare progetti per la pubblica utilità. Così lo spazio contiguo e recintato della stazione è diventato anche esso luogo dell’intervento, con la bonifica dell’area e l’installazione di una meridiana che ne segna l’antica ora solare. Sono stati due giorni di grande fatica ma anche di divertimento, dello stare insieme per fare, per fare meglio, anche quando la RFI ha proposto con molto coraggio un catering con tanto di camerieri in giacca bianca al buffet squisito insediato in pieno giorno e in piena piazza, svoltosi nel massimo dell’educazione tra i ragazzi impegnati con i colori e le signore del posto, tra i tanti curiosi e i passeggeri che guardavano con stupore la serenità a cui non siamo abituati nei rinfreschi da convegno, da congresso, da inaugurazione ufficiale.

Questo non per mettere colore, che già se ne dicono tante, ma solo per soppesare con dovuta leggerezza che esistono i rapporti tra le persone, tra le persone e i luoghi, tra i luoghi del possibile e le proprie dinamiche. In proposito abbiamo avuto modo di installare numerosi banner con le icone di metrograffiti nei due giorni successivi in piazza del Gesù, dove altre organizzazioni a noi collegate realizzano la rassegna di giovani Band nazionali nello spettacolo concerto “giovani suoni”

L’iniziativa metrograffiti non termina con i due giorni dell’intervento a giugno, ma si sostanzia nel proseguire con una operazione di risistemazione della piazza, ad opera del personale della Seconda Municipalità e con il conseguente sgombro delle auto solitamente parcheggiate. Interventi ancora episodici e di piccola entità, ma tutti tracciati nel solco delle cose che tutti i cittadini si aspettano. Compreso un nostro secondo intervento realizzato in due giorni vicini al Natale, per migliorare alcune piccole faccende di pittura, per sottolineare a noi stessi e a tutti che quei disegni sopravvivono all’imbrattamento qualunquista, per ricordare ai ragazzi che possiamo ancora immaginare di trovare i modi per organizzare attività per loro, spazi gestibili in senso più allargato ai residenti, al passeggero in transito, agli esercenti che lavorano in piazzetta olivella. E poi ci piace immaginare che a ridosso della stazione finiscano i lavori di ripristino delle scale mobili del Parco Ventaglieri, che tutta l’area possa godere di servizi non solo utili ma anche in grado di aprirsi nella giusta successione temporale, per vedere se un piccolo luogo può inventarsi una grande abitabilità.

Per concludere voglio ricordare una immagine simbolo di tutto questo, con la faccia simpatica di ragazzini che giocano e fanno sul serio, mentre guardano soddisfatti la loro ultima scritta sul marmo nero e levigato della stazione dell’olivella, fatta con i guanti in lattice, lo spray giallo della bomboletta e gli stencil in metallo, che recita in perfetta sintonia con le ansie di questa città che “va un po’ meglio ma vogliamo di più”.

 

 

 
     
   

 

 
     
     

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