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così parlò marianna

 
 

 

 
 

 

La VI edizione del Carnevale a Montesanto, organizzato dal Coordinamento Parco Sociale Ventaglieri, vede come protagonista della sfilata finale, Marianna, 'a capa 'e Napule

 
 

Sfilano Donna Marianna e i carri dei bambini rom

Articolo di Repubblica del 3 marzo 2011

Così parlò Marianna

Il programma della parata dell'8 marzo

Maschere con gusto

Articolo del Mattino del 19 febbraio sui nostri laboratori

Nuova piazza dell'economia solidale

Durante il mercatino del 19 febbraio 2011 avrà luogo anche il laboratorio in preparazione del Carnevale

Il VI Carnevale a Montesanto

Quest'anno il Carnevale vede come protagonista "Donna Marianna. 'a capa 'e Napule"

I laboratori itineranti nel quartiere

In preparazione della parata dell'8 marzo ci saranno una serie di laboratori di strada aperti a grandi e piccoli

 

 

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Anche quest'anno si rinnova la tradizione del Carnevale del centro storico, organizzato - con il patrocinio della Seconda Municipalità - da comitati e coordinamenti, gruppi di base, artisti di strada, educative territoriali, studenti, mamme, papà e bambini che il prossimo 8 marzo - martedì grasso e festa della donna – sfileranno in due parate colorate e festose per le strade del centro. Dallo scorso anno infatti si è inaugurata l'abitudine di “mettere in rete” queste esperienze, che nascono da un quotidiano lavoro nei quartieri portato avanti dai diversi soggetti promotori, a testimonianza dello spirito “cooperativo” e della vitalità che il tessuto di “cittadinanza attiva” presente nella nostra città continua ad avere, anche nella sperimentazione di politiche sociali e culturali costruite “dal basso”. Il tema di fondo del Carnevale questa volta è la richiesta di spazi pubblici più numerosi e, soprattutto, liberi, comuni e aperti a tutti.

Due parate principali muoveranno alle 15.00 da Via Avellino a Tarsia e da Largo San Marcellino per convergere verso le 17.00 a Piazza del Gesù, da dove sarà possibile raggiungere Piazza Banchi Nuovi per la Festa che si svolgerà a partire dalle 18.00, tra lasagnate e spettacoli di artisti di strada.

La prima parata - organizzata dai Coordinamenti “Parco Sociale Ventaglieri” e “Le Scalze”, con l'adesione delle Educative Territoriali “Associazione Quartieri Spagnoli” e “Obiettivo Napoli” e la presenza musicale della paranza de “La Nuova Immagine” - non a caso partirà da uno spazio pubblico come il Parco Ventaglieri (ingresso Via Avellino a Tarsia) e vedrà come protagonista proprio una donna, icona e simbolo della nostra città: “Donna Marianna, 'a capa 'e Napule”.

Probabile raffigurazione della dea Afrodite e destinata quindi ad un tempio della città greca, è stata di volta in volta indicata come raffigurazione della sirena Partenope o addirittura di Santa Patrizia. Durante la rivolta di Masaniello le venne rotto il naso e, durante la Rivoluzione del 1799, fu invisa ai sanfedisti che vedevano in lei la raffigurazione della “Marianna”, simbolo della Francia repubblicana e rivoluzionaria. Il popolo napoletano mantiene con Marianna un rapporto affettivo contraddittorio: sfoga su di lei il risentimento per le dure condizioni di vita che gli sono date (E che ce vo'? 'a capa 'e Napule!), ma finisce sempre per mostrare rispetto per una presenza che raffigura comunque la città e che viene vissuta pertanto come “sacra”. Di Marianna ci affascina il suo rapporto ambivalente e contraddittorio, di certo mai pacificato, con la città; il suo stare sempre un po' “ai margini”, nella scomoda posizione di “straniera in patria”: mai totalmente voluta, mai totalmente accettata; condannata ad un continuo gioco di memoria e dimenticanza. Ci piacciono la sua ambiguità, la sua identità sfuggente e polimorfica, spesso in bilico tra sacro e profano. O forse, addirittura, ci piace la sua assenza di identità: grado zero...apertura di infinite possibilità di fuga davanti a una città che forse deve necessariamente dimenticare la linea del suo golfo se vuole finalmente ritrovarsi. Ci piace infine il suo nome: repubblicano e rivoluzionario... Quest'anno il martedì grasso cade l'8 marzo, Festa della Donna, e il VI Carnevale a Montesanto vedrà proprio una donna, Marianna, dea-madonna-sirena-santa-rivoluzionaria, icona polisemica e metamorfica, al tempo stesso sacra e profana, attraversare le strade del quartiere Avvocata e aprire la “parata propiziatoria per la rinascita della città”. Sul corpo e sulle vesti di Marianna verranno apposti tanti fogliettini sul modello degli ex-voto, con i desideri espressi dai cittadini di un'altra città possibile.

 

 


 

La seconda parata è organizzata dal Comitato D.A.S. Centro Storico, con l'adesione degli Artisti di Vico Pazzariello, dell'Istituto delle Guarattelle, del Teatro Regresso Girovago, dello Spazio Zero81, del Laboratorio Tunnel e del Comitato Mamme per la città. Tema della parata “A Carnevale anche i muri parlano”: bambine e bambini, adulti, studenti e precari, trampolieri, pulcinelli e sambisti sfileranno nei vicoli del centro antico dove potranno ammirare sui muri di alcuni palazzi interventi di street art, preparati per l'occasione, prefiguranti progetti di utilizzo alternativo degli spazi e ipotesi di trasformazione urbana “dal basso”. Alle 18.00 inizierà la Festa con lasagnata al Largo Banchi Nuovi, durante la quale verrà rappresentata la Canzone di Zeza a cura del Teatro Regresso Girovago e Pulcinella alla Gogna a cura di Bruno Leone, in cui Pulcinella ci parlerà dei mali della città, puntando il dito soprattutto sugli spazi pubblici che ci vengono tolti da incurie e abbandoni istituzionali e che vorremmo riprenderci insieme a tutti gli abitanti del Centro Storico. La musica sarà a cura degli Artisti di Vico Pazzariello.

 


 


Pulcinella alla gogna” è un progetto di Bruno Leone che ha già avuto diverse realizzazioni nel Centro Storico di Napoli a partire dal 1987, e questa volta avrà un ulteriore sviluppo grazie alle numerose collaborazioni artistiche createsi a Vico Pazzariello e alla collaborazione attiva delle forze del quartiere. Pulcinella ci parlerà dei mali della città, puntando il dito soprattutto sugli spazi pubblici che ci vengono tolti da incurie e abbandoni istituzionali e che vorremmo riprenderci insieme agli abitanti del Centro Storico. Simbolicamente verrà riconosciuto colpevole e verrà condannato al silenzio, come rituale catartico di rinnovamento. La gogna verrà montata in Vico Pazzariello, dove chiunque potrà indossare i panni di Pulcinella e espiare la sua condanna al silenzio, facendo si che questo silenzio a cui siamo condannati diventi la nostra forza e venga trasformata in una staffetta di silenziosa e significativa protesta fino al termine della Quaresima liberati dalle Campane Pasquali di Santa Chiara che vorremmo libera da interessi speculativi.

Per finire parteciperanno al Carnevale anche il Comitato Abitanti Materdei e gli studenti del III Piano di Architettura che proporranno in piazza alcune installazioni sul tema Informazione e prostituzione.

 

 
     
   

 

 
     
     

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