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la filosofia del rotto al parco ventaglieri

 
 

 

 
 

 

 

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 “A Napoli i congegni tecnici sono quasi sempre rotti: soltanto in via eccezionale, e per puro caso, si trova qualcosa di intatto. Se ne ricava a poco a poco l’impressione che tutto venga prodotto già rotto in partenza” . Così il filosofo marxista Alfred Sohn Rethel, dopo un viaggio nella nostra città,  scriveva in un articolo pubblicato sulla “Frankfurter Zeitung” del 21 marzo 1926 intitolato non a caso “La filosofia del rotto”.  

Tale filosofia sembra essersi realizzata compiutamente  in quel vero e proprio “luogo dello Spirito” che sono le Scale (im)mobili del Parco Ventaglieri le cui rampe, nel corso degli ultimi anni, sono rimaste “rotte”,  in parte o tutte insieme, per i più svariati motivi, mai risolti definitivamente. D’altra parte al napoletano, come afferma Sohn Rethel, “le riparazioni definitive ripugnano”.

In questo momento c’è un’interessante e curioso “precipitare” di concause che ne hanno determinato il blocco definitivo: 1) Guasto determinato dalla “rottura” dolosa del quadro elettrico che fornisce elettricità all’intera struttura 2) Rottura (consueta) di alcune rampe 3) Scadenza del “semestrale” contratto di manutenzione 4) Mancanza di guardiania che permette ai ragazzi del quartiere di scorazzare nella struttura con grave pericolo per la propria e l’altrui incolumità. Così da varie settimane le scale, più che mai “immobili”, si sono trasformate in suggestivi scivoli per attività ludiche e ricreative. Proprio come scrive il filosofo: “In questa città, gli strumenti della tecnica più sofisticata finiscono per assolvere le funzioni più semplici, per le quali non furono concepite. Completamente trasformati loro malgrado, risultano invece inefficaci per le loro finalità originarie”.

Intanto noi abitanti della zona associati nel Forum Tarsia , che te lo dico a fare?, ci siamo proprio rotti!

Sergio Bizzarro

(lettera pubblicata su La Repubblica-Napoli del 12 novembre 2005)

 

 

 
     
   

 

 
     
     

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