home  |  il parco ventaglieri  |  come raggiungerlo  |  mappa  |   storia del parco sociale  |  le cose fatte e dette  |   pratiche participative

tavolo di gestione  teatro nel verde  |  il carnevale a montesanto  |  le piazze dell'economia solidale  |  la cittadella dei bambini   | video  |  link  |  contatti

         
     
   

 

articolo di "famiglia cristiana"

 
 

 

 
 

 

Articolo di Famiglia Cristiana dedicato al Centro di aggregazione giovanile del Coordinamento Parco Sociale Ventaglieri

 

 

 Condividi

 

ARTE E SPORT CONIUGANO LE REGOLE E LA FANTASIA di Rosanna Precchia -  La chiamano "educativa territoriale": laboratori di teatro, musica e partite di calcio per realizzare le proprie capacità. «Ho finito la scuola dell’obbligo, poi ho preso la qualifica di operatore fotografico e l’anno prossimo tornerò in classe per completare gli studi, con il diploma di grafico pubblicitario», racconta Mario, 18 anni a dicembre. È uno che ce l’ha fatta. Eppure, non gli piaceva la scuola, faceva tante sciocchezze, non aveva alcuna idea del suo futuro. È stato coinvolto dagli operatori di Chance, in particolare dalla tutor Marica Iorio, 29 anni che, dice di lui: «È il mio sogno realizzato».

Chiunque abbia avuto esperienze educative sa cosa vuol dire riuscire a tirar fuori da un ragazzo le sue capacità, le sue passioni. Marica è come una sorella per gli adolescenti seguiti dal progetto Chance. Se ne preoccupa, va nei luoghi dove si incontrano, ne conosce amici e interessi, raccoglie confidenze. Mentre pranza con loro, la ragazzina vestita all’ultima moda, che vuole sembrare più grande dei suoi 15 anni e ostenta sicurezza, le va in braccio affettuosa, in cerca di protezione. Quando un altro, più vivace, lancia per gioco una mollica di pane, non perde la pazienza, promette una piccola punizione e sorride. «Sono nata anch’io in periferia, a Ponticelli. Conosco e capisco la loro realtà. Sono una "promotrice di cittadinanza attiva", e quanto più difficile sembra il recupero tanto maggiore diventa per me la soddisfazione per il lavoro svolto».

La presenza sul territorio è fondamentale. Quando poi si riesce a coinvolgere un intero quartiere, le energie positive si moltiplicano. È accaduto con il Centro di aggregazione territoriale, nato nel 2005 come espressione del "Coordinamento Parco sociale Ventaglieri". Comprende, oltre a Chance, il Centro sociale Damm (Diego Armando Maradona Montesanto), il Centro Eta Beta, il Progetto educativo dell’Istituto Fabozzi.

Laboratorio, palestra e biblioteca

Siamo a Montesanto, nel centro antico di Napoli. Il Parco Ventaglieri è una struttura pubblica creata negli anni ’80. Si sviluppa in altezza, con giardini collegati da ampie scalinate, un’area destinata a spazio attrezzato per il gioco e un fabbricato che contiene le scale mobili che collegano le aree all’aperto del parco. Non tutto funziona bene, alcuni edifici sono in fase di ristrutturazione e le scale mobili sono attualmente ferme. Ma il parco è ben tenuto. È stato appena riaperto, dopo un’allegra e polemica manifestazione del quartiere, a Carnevale, davanti agli uffici del Comune.

Il bianco palazzo del Damm, su quattro piani, ha un laboratorio artistico, la palestra per le attività circensi e teatrali, la biblioteca. Nel Centro Eta Beta si fa musica, è aperto a tutti, soprattutto a chi non ha denaro: «Facciamo lezioni individuali, musica d’insieme, corsi di produzione elettronica e scuola di canzone napoletana», spiega il responsabile Fulvio de Ruggiero.

Nei "Laboratori di educativa territoriale" (Fondazione Fabozzi), servizio socio educativo del Comune di Napoli, si fa teatro, danza moderna, musica, si gioca a fantacalcio (campionato di fantasia), si partecipa al laboratorio di chincaglio, per realizzare piccoli oggetti. A fine anno i più bravi vanno in gita. «È il nostro "maggio dei pariamenti " (divertimenti), andiamo al mare, a giocare all’aria aperta», dice Ciro Toriello, che segue i ragazzi nei laboratori artistici.

Nel campetto si gioca a calcio. «Puntiamo molto sullo sport, sui giochi all’aria aperta, anche questo è un modo per far passare delle regole. Nel centro territoriale noi educatori abbiamo un compito ampio, non finalizzato all’obiettivo "terza media". E seguiamo ragazzi di tutte le età, da 6 a 17 anni. In una giornata di primavera ne ho contati 55», dice Diego Montina educatore del progetto Chance. «Tutti noi educatori siamo molto impegnati sul piano personale, dobbiamo necessariamente stabilire dei rapporti forti, profondi, con i nostri allievi, prendere con loro degli impegni. È un delicato lavoro di relazione, bisogna conquistare la fiducia dei ragazzi con la continuità, prima di offrire delle attività ed esperienze formative. Lavoriamo molto nei laboratori, sul corpo e sulla manualità».

 
 
     
   

 

 
     

home  | inizio pagina  | webmaster