home  |  il parco ventaglieri  |  come raggiungerlo  |  mappa  |   storia del parco sociale  |  le cose fatte e dette  |   pratiche participative

tavolo di gestione  teatro nel verde  |  il carnevale a montesanto  |  le piazze dell'economia solidale  |  la cittadella dei bambini   | video  |  link  |  contatti

         
     
   

 

reti di cittadinanza a tarsia-montesanto

 
 

 

 
 

 

Contributo proposto dai Coordinamenti "Parco Sociale Ventaglieri" e "Le Scalze" alle Giornate per la Cultura, organizzate dal Comune di Napoli il 3-4-5 aprile 2013

 
 
 
 
 
 

 

 

Ciò che rende l'uomo un essere politico è la sua facoltà di agire; gli consente di riunirsi con i suoi simili, di agire di concerto e di raggiungere obiettivi e realizzare imprese che non gli sarebbero mai venute in mente, se non gli fosse stato questo dono: di imbarcarsi in qualcosa di nuovo

(Hannah Arendt)

La zona di Tarsia-Montesanto è caratterizzata, rispetto ad altri luoghi di Napoli, dalla presenza di un ampio tessuto di protagonismo civico che negli ultimi anni si è mobilitato in vario modo per cercare di cambiare in meglio il quartiere e la città. Un dato interessante, proprio di questa esperienza, è la facilità con cui diverse forme di aggregazione1 hanno costruito, pur tra mille difficoltà, rapporti di collaborazione fattiva, in netta controtendenza con quell'abitudine inveterata, ricordata giustamente nel documento di presentazione del convegno, alla separatezza, all'individualismo, all'incapacità a “fare sistema”. In particolare queste realtà hanno invece dato vita a reti di cittadinanza mobili e modulari che, in relazione a vari problemi specifici, hanno preso l'abitudine di comporsi e ricomporsi in forme più “corte” (limitate al quartiere) e “lunghe” (allargate alla città); secondo linee di fuga “orizzontali” (rivolte prevalentemente al protagonismo dal basso) e “verticali” (cercando il dialogo, la collaborazione e il sostegno delle istituzioni).

Il Quartiere - Stabilire connessioni in primo luogo nelle strade e nei vicoli abitati, ha significato prima di tutto costruire un rapporto con quella parte della società che vive condizioni di disagio economico e sociale: in questa prospettiva sono stati organizzati in questi anni doposcuola o corsi di lingua, corsi di alfabetizzazione per migranti, laboratori di manipolazione, di arte o di preparazione al carnevale, e un progetto per noi particolarmente significativo, quello della ScalzaBanda, finalizzato alla formazione di una banda musicale di bambine e bambini del quartiere nella tradizione delle bande di paese. Il progetto ha avuto inizio nel mese di febbraio 2012 e attualmente coinvolge 45 bambini dai 5 ai 14 anni, provenienti da contesti socioeconomici molto eterogenei. L’obiettivo principale è stato quello di realizzare un percorso d’integrazione sociale attraverso la pratica musicale collettiva e l'esperienza finora condotta ha rivelato enormi potenzialità in questo senso, riscuotendo grande interesse e dimostrando la capacità di porsi come vero e proprio progetto pilota.

Interessarsi al quartiere ha significato anche affrontare tutte le problematiche legate al difficile abitare quella che può essere considerata a tutti gli effetti una “periferia” del centro storico caratterizzata da un'illegalità diffusa, scarsa pulizia, presenza di vere e proprie discariche di rifiuti ingombranti, mancanza di mezzi di trasporto atti a superare il notevole salto di quota che caratterizza le nostre strade. Una battaglia che da anni viene condotta è stata perciò quella della riapertura delle Scale mobili che collegano Via Ventaglieri con Via Avellino a Tarsia: nonostante la spesa di ben 2 milioni e mezzo, le scale attualmente restano chiuse.

Il Parco Sociale Ventaglieri - Nel novembre 2005, gruppi, associazioni e singoli cittadini si ritrovano intorno all’idea-progetto di Parco Sociale e danno vita al Coordinamento Parco Sociale Ventaglieri: l’idea nasce proprio dalla precisa determinazione di “prendersi cura”, insieme, delle persone e dei luoghi, attraverso la “promozione delle fondamentali e positive relazioni sociali” (come viene scritto nel Documento fondativo). In controtendenza con i processi di spaesamento e sfaldamento che sempre più sembrano imporsi come tratti dominanti della postmodernità, si scommette invece sulla possibilità, per il Parco Ventaglieri, di diventare luogo di incontro e di sperimentazione per persone non considerate né nella loro veste di utenti di un servizio, né tantomeno di consumatori acritici, quanto piuttosto di membri attivi di una vera e propria comunità legata ad un luogo specifico. Secondo le intenzioni dei promotori sin dall'inizio tale comunità dovrà essere caratterizzata dalla mixitè sociale, culturale e generazionale, terreno fertile in cui impiantare nuovi legami di amicizia e di vita. Il parco non dovrà perdere la sua caratteristica principale di spazio pubblico: non tanto per il suo assetto proprietario, ma perché in quella sede verrà proposto un nuovo modo di concepire e costruire i luoghi della città, in cui l’abitante del luogo diventa un soggetto attivo che esprime e fa valere il proprio diritto alla città, il diritto non solo a fruire dei servizi che la città offre, ma soprattutto “a partecipare al governo della città, ad esprimere, orientare, verificare, correggere le azioni di chi è preposto all’amministrazione ed i loro risultati”.

Il Parco Ventaglieri in questi anni è diventato il luogo in cui si convocano periodicamente assemblee pubbliche aperte a tutta la cittadinanza, ivi compresi rappresentanti istituzionali, per discutere dei problemi del quartiere e della città (rifiuti, trasporti, violenza sulle donne, regolamento dei parchi cittadini); dove si sono tenute a cadenza mensile le “Piazze dell’Economia Solidale” ed ora “Bios: mostra-mercato dell'artigianato e di prodotti biologici a km.0”, si discute di consumo critico e di possibili modi alternativi di concepire lo sviluppo e i rapporti economici. Durante l’anno in esso si organizzano feste, spettacoli teatrali per bambini, concerti, readings di poesia, laboratori e parate di carnevale, e gruppi di mamme vivono in modo condiviso e allargato la propria genitorialità, organizzando laboratori e momenti di intrattenimento per tutti i bambini che frequentano il parco. Gli educatori presenti sul territorio organizzano attività aggregative al suo interno (laboratori artistico-manuali, laboratori artistico - di movimento, Giochi senza Quartiere, Water Games, Sgarrupato Challenge, etc.) rivolte alla popolazione giovanile del territorio, finalizzate all'appropriazione ed al rispetto dei luoghi che sono soliti frequentare informalmente, alla “giusta” socializzazione, all'integrazione, all'accettazione e condivisione di un sistema di regole necessarie al buon esito delle attività proposte.

Le Scalze - La zona Tarsia è una zona ricchissima di antichi complessi monastici che solo in parte vengono utilizzati, ma che in larga parte vengono lasciati al degrado come nel caso della Chiesa di S.Giuseppe delle Scalze. Nel 2005 il Forum Tarsia, piccola associazione di cittadinanza attiva, prende l'iniziativa, decidendo di organizzare nei locali della Chiesa una mostra sui monumenti sacri e profani della zona Tarsia, chiedendo l'autorizzazione a un sacerdote, Padre Carmelo Conti Guglia, che in quel momento ne aveva la custodia. Negli anni seguenti l'associazione continua ad aprire periodicamente la chiesa ospitando concerti, conferenze, una mostra permanente per l'educazione scientifica, rassegne di musica e poesia. Finalmente “regolarizzerà” la sua presenza nell'edificio, pagando ogni mese un piccolo canone d'affitto al Comune di Napoli e offrirà ad altre associazioni di utilizzare insieme quegli spazi. Il Comune da parte sua cede in locazione altri spazi a Medici senza frontiere e Altra definizione. Nasce il Coordinamento Le Scalze – Laboratori di cittadinanza attiva di Salita Pontecorvo con tutte le associazioni presenti.

Ogni mese un'assemblea delle associazioni decide in merito alla programmazione delle attività culturali e sociali, aprendo gli spazi delle Scalze anche a tutte le realtà cittadine e nazionali che ne fanno richiesta. In questo contesto nasce il già citato progetto ScalzaBanda, si infittisce la collaborazione con varii gruppi teatrali che spesso costruiscono progetti specifici per gli spazi in cui vengono ospitati, si organizzano visite guidate alla chiesa, attività sociali e culturali di vario tipo per iniziativa delle associazione che abitano in modo permanente gli spazi, con rapporti di fecondo intreccio organizzativo e collaborazione continua con il Coordinamento Parco Sociale Ventaglieri, network “gemello” che opera nel vicino parco. Le Scalze inoltre ospitano con frequenza riunioni di cittadini del quartiere sui diversi problemi che la comunità locale incontra.

Rapporti con le istituzioni – La necessità di costruire reti verticali, coinvolgendo soggetti istituzionali nasce dalla consapevolezza che ogni processo partecipativo promosso esclusivamente “dal basso” rischia di costituirsi in modo parziale, in quanto non riesce a sedimentarsi stabilmente e a far breccia nella cittadella delle istituzioni. Tutte le esperienze realmente significative di democrazia partecipativa si collocano su una linea di tensione costantemente in bilico e sempre alla ricerca di un difficile equilibrio tra istanze tra di loro contraddittorie e spesso confliggenti. In questi anni si sono così alternati momenti di dialogo a momenti di polemica e, talvolta, anche di aspro conflitto con le istituzioni cittadine che non sempre hanno risposto all'istanza dialogica in modo propositivo, raccogliendo senza indugio le richieste di accompagnamento e supporto provenienti dal basso.

Per quanto riguarda il Parco Ventaglieri, ad esempio, la scelta politica del Coordinamento Parco Sociale Ventaglieri è andata sempre in netta controtendenza rispetto alle pratiche si sussidarietà che negli ultimi anni stanno prendendo il sopravvento nella gestione degli spazi pubblici che finiscono sempre più spesso con l'essere affidati direttamente ad associazione e a privati, con una completa deresponsabilizzazione dell'ente pubblico preposto al loro funzionamento. A questo tipo di ipotesi è stata contrapposta una visione di gestione condivisa di tale spazi, reclamando il coinvolgimento della cittadinanza sia nella progettazione che nel governo dei luoghi e chiedendo anche che, in ultima istanza, fosse l'ente pubblico a prendersi la responsabilità complessiva del suo funzionamento. Questa possibilità è sembrata per un momento realizzarsi con il Decreto Sindacale del 18 aprile 2006 (n.2777, Prot. N.1026), voluto dall’allora Assessore ai parchi e giardini Casimiro Monti, che istituiva il “Comitato per il Coordinamento delle attività per l’utilizzo e la fruizione del complesso del Parco Ventaglieri”, costituito dall’Assessore all'Ambiente, dal Presidente dell’istituenda Municipalità, da tutti i servizi e società che hanno competenze nella gestione e nella manutenzione del Parco e dal “Coordinamento Parco Sociale Ventaglieri”, con il comune obiettivo di tenere insieme la gestione dei luoghi e quella delle attività sociali e culturali che si svolgevano nel Parco.

Purtroppo questo tipo di esperienza ha seguito la sorte che spesso capita a molte iniziative potenzialmente innovative nella nostra città: dopo alcune riunioni interlocutorie con il nuovo assessore Nasti, ci si è resi conto che non c'era una reale volontà politica da parte dell'amministrazione di recepire le domande provenienti dal territorio, mettendo in atto un circolo realmente virtuoso tra società istituente e istituzioni.

Basti ricordare un dato già citato ma particolarmente significativo: sono anni che viene lasciata inevasa la richiesta di una riapertura delle Scale Mobili, nonostante siano stati terminati i lavori di riadeguamento e sia stata individuata, pare, un'ipotesi gestionale non particolarmente gravosa per le finanze del Comune. Più recentemente l'ipotesi di un tavolo di gestione del parco è stata ripresa con l'attuale Municipalità, istituzione di prossimità, con cui è più semplice stabilire un dialogo e un confronto e, nel complesso, il risultato fino ad ora è stato sicuramente più positivo nell'interlocuzione e nel confronto anche se si susseguono episodi di criticità per quanto riguarda il normale funzionamento della macchina comunale.

Prospettive - Il più delle volte dunque il Comune non è riuscito a dare una risposta adeguata a domande che, lungi dal pretendere finanziamenti o canali privilegiati, non chiedevano altro che la semplice erogazione di quei servizi cui l'ente pubblico in questione è preposto per sua natura: pulizia delle strade e degli spazi verdi, rimozione dei rifiuti ingombranti, lavori di giardinaggio, ecc. Un primo obiettivo che le reti di cittadinanza di Montesanto-Tarsia auspicano è perciò che il Comune, da qui in avanti, prima di tutto faccia la sua parte nel garantire quei servizi cui è preposto, per garantire il necessario tessuto infrastrutturale all'azione culturale e sociale della cittadinanza attiva.

Sarebbe utile inoltre che le piccole associazioni che spesso agiscono su base volontaria come le nostre vengano facilitate nell'accesso ai bandi che il più delle volte presentano vincoli e procedure complesse che finiscono con lo scoraggiare la partecipazione di realtà poco strutturate. L'ente locale potrebbe semplificare alcune procedure e “accompagnare” le realtà meno organizzate anche indicando forme di finanziamento che permetterebbero di dare maggiore continuità all'intervento che il più delle volte, come già detto, si fonda in primo luogo sul mero volontariato.

In ultimo, ma non per ultimo, si potrebbero individuare alcuni luoghi fisici e organizzativi che siano effettivamente, e non solo a parole, luoghi della partecipazione e del coinvolgimento della cittadinanza, prendendo atto finalmente che le modalità scelte dalle cosiddette Consulte del “Laboratorio Napoli” fino ad ora non hanno affatto prodotto quei risultati che venivano auspicati, talvolta molto enfaticamente, all'inizio della consiliatura. Anche su questo è auspicabile da parte dell'amministrazione un necessario cambio di passo.

1 Associazioni di cittadinanza attiva (Forum Tarsia), gruppi di mamme (Mammamà), laboratori di educativa territoriale (Fondazione Fabozzi), banda di quartiere (ScalzaBanda), centri comunali (Eta Beta), gruppi artistici e teatrali (Ramblas, Altra Definizione, Duo Mimatto) , associazioni di giovani architetti (Archintorno)

 
 
     
   

 

 
     
     

home  | inizio pagina  | webmaster