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nasce il coordinamento parco sociale ventaglieri

 
 

 

 
 

 

Pratiche di democrazia partecipativa e di intervento sociale in un'area verde del centro storico di Napoli:il documento fondativo del Coordinamento Parco Sociale Ventaglieri

 

 

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1) PARCO VENTAGLIERI

1.1) Il Parco

Il Parco Ventaglieri è una struttura pubblica sita nel quartiere Montesanto della città di Napoli che si compone di spazi verdi, di un’area destinata a spazio attrezzato per il gioco e di un fabbricato che contiene un impianto di scale mobili che collega le aree all’aperto del parco.

Il Parco, realizzato all’interno dell’operazione di ricostruzione post-sisma è stato originariamente concepito come parco – percorso, un parco da percorrere, in grado di mettere in relazione zone urbane sia socialmente che economicamente diverse, ovvero il rione dei Ventaglieri, la salita Tarsia ed il C.so Vittorio Emanuele. Tale funzione del Parco risulta allo stato solo parzialmente espletata sia per le condizioni di precario funzionamento dell’impianto di scale mobili realizzate, sia per il mancato esproprio di alcuni siti, sia per l’avvenuta e non contrastata occupazione illegittima di aree della struttura ad opera di privati cittadini.  

La struttura è di pertinenza del Comune di Napoli, Assessorato all’Ambiente ed alle Politiche Giovanili, ed è gestita dalla Direzione Centrale Patrimonio e Logistica, Servizio Parchi e Giardini, con il supporto del Dipartimento Ambiente, Servizio Ambiente, che provvede alla manutenzione straordinaria per mezzo di appalti di lavori a ditte esterne.

Nel fabbricato che ospita le scale mobili sono presenti alcuni ambienti recentemente assegnati al Centro Eta Beta; all’interno dello stesso fabbricato sono presenti altri locali, alcuni da ristrutturare, suscettibili di utilizzo per attività di tipo sociale.

1.2) Condizioni attuali Parco

L’area verde della parte superiore del Parco versa in buone condizioni ma è solo parzialmente aperta al pubblico per motivi di sicurezza e per le citate operazioni di privatizzazione abusiva.

L’area attrezzata nella parte inferiore del Parco è attualmente oggetto di ristrutturazione da parte del Servizio Ambiente,intervento che, tra le continue rimostranze degli abitanti della zona, procede a singhiozzo e con tempi dilatati.

L’impianto delle scale mobili per motivi di carattere tecnico è abilitato in qualità di strumento di comunicazione interna del parco, ma non del quartiere. La riconversione funzionale dell’impianto è oggetto di studio in vista del previsto affidamento della gestione alla società Metronapoli, ed inserimento dello stesso all’interno del sistema di mobilità urbana.

La manutenzione dell’impianto delle scale mobili attualmente non è oggetto di contratto di appalto con ditte esterne, ma gestita dal personale della Direzione Centrale Patrimonio e Logistica del Comune, privo di competenze tecniche e strumenti operativi specifici.

L’impianto è quindi  di sovente non funzionante.

La sorveglianza della struttura è impropriamente demandata a personale del Servizio Parchi e Giardini del Comune con qualifica di giardiniere.

2) Il percorso socio culturale del Parco

Il Parco, percepito come una risorsa territoriale da una serie di attori sociali e culturali, negli ultimi dieci anni è stato fatto oggetto di impegno ed interventi vari, di natura culturale sociale ed artistica, da parte di associazioni e realtà autogestite. Non sono mancati, anche se sporadici, interventi di natura più marcatamente istituzionale (Martone, qualche appuntamento di Mezzanotte nei Parchi). Quello che è mancato è stata certamente la continuità ed il raccordo tra i soggetti operanti, ma anche il non precisato sviluppo di una strategia di lungo periodo.

A fronte di tali iniziative, ancora incombe il recentissimo passato, desolato e desolante, fatto di mura scrostate e sfregiate, cantieri abbandonati, tossicodipendenti e scippatori in azione, gang di adolescenti dediti al vandalismo sistematico nei confronti di persone e cose, in conflitto permanente con chiunque o qualunque cosa interferisca con un territorio sentito come proprio ed, allo stesso tempo come violato da chi passa e va in una logica di utilizzo sterile delle risorse.

2.1) Intervento di riqualificazione

L’edificio delle scale mobili è attualmente oggetto di un intervento di riqualificazione da parte del costituito Coordinamento Territoriale Ventaglieri di cui sono parte le associazioni e le realtà autogestite già operative sul territorio e le organizzazioni che fanno capo al Centro Eta Beta. L’intervento si denomina “Ventagl…ieri, oggi e domani” e consiste nella riattintatura degli intonaci e nella realizzazione di una serie di pannelli pittorici che verranno affissi alle pareti dell’edificio. L’intervento ha la triplice valenza di riqualificare un edificio degradato, di offrire spazi espressivi per giovani artisti pittorici, di allestire percorsi socio educativi per i minori del quartiere. L’operazione ha il suo antefatto nei corsi di graffiti metropolitani organizzati dal Centro Eta Beta nel quartiere di Bagnoli e dal Centro Asterix nel quartiere di S. Giovanni a Teduccio (progetto Arcobaleno L. 285/97). Il progetto si realizza con il supporto del Servizio Ambiente del Comune che fornisce i materiali e gli attrezzi.

2.2) Il coordinamento territoriale

Il progetto di riqualificazione “Ventagl..ieri oggi e domani” rafforza un processo già in corso di relazione e coordinamento operativo tra vari attori della scena sociale, civile e culturale attive nel quartiere; aderiscono al coordinamento:

Forum Tarsia – associazione culturale con l’obiettivo della riqualificazione del quartiere.

Progetto “Laboratori di Educativa Territoriale” (Fondazione Fabozzi) – servizio socio educativo operante sul territorio rivolto ai minori a rischio.

Progetto Città in Gioco - operativo come agenzia socio educativa nei confronti di utenza minorile.

Damm – centro sociale autogestito con sede all’interno della struttura

Fondazione Sociale Pelè

Progetto Sociale Chance – gruppo di operatori che operano con attività socio educative finalizzate all’integrazione di minori drop out in percorsi scolastici formativi.

Mensa dei Bambini Proletari -

Cittadini.

Del coordinamento è promotore e parte il Centro Eta Beta e le organizzazioni che lo compongono ovvero: cooperativa soc. Aleph Service (reinserimento sociale e lavorativo, produzione immagine, informatica) - associazioni Giano Bifronte (produzione eventi), Luigi Crisconio (didattica musicale e pittorica), Bereshit (didattica ed eventi nel campo dei graffiti e della cultura hip hop), La Nuova Immagine (didattica nel campo della tradizione musicale partenopea).

Il Coordinamento Ventaglieri, formatosi per la partecipazione alla realizzazione del progetto“Ventagl..ieri oggi e domani”, si propone come sede di elaborazione e realizzazione di un programma di iniziative di stampo socio culturale con lo scopo di riqualificare il parco e di qualificarlo come struttura sociale, insediando un presidio permanente di professionisti in grado di calibrare una tipologia ed una metodologia d’intervento per la rinascita di un territorio che, vista la condizione di abbandono in cui versa, vede i suoi abitanti, soprattutto gli adolescenti, vivere in un non luogo, senza spazi utilizzabili per un comune vivere decente.

2.3) Il Centro Eta Beta

E’ una struttura del Comune di Napoli, Direzione Centrale Politiche Sociali ed Educative, Servizio Giovani, con funzioni di centro di aggregazione giovanile con mission prevalente nel campo della musica e degli ambiti ad essa connessi.

La sede storica del Centro è a Pianura, altra sede assegnata ma ancora non operativa è sul quartiere di Bagnoli.

Il Centro è una struttura sperimentale a gestione mista (personale pubblico, organizzazioni della cooperazione sociale e dell’ associazionismo) con funzioni di polo di aggregazione sociale, agenzia socio educativa e culturale, agenzia di promozione e produzione, che agisce in ambito socio culturale in regime di programmazione partecipata.

3) Il Parco Sociale

3.1) Lo spazio urbano e la qualità sociale

Nella città di Napoli l’emergenza sociale è un tema purtroppo sempre attuale: povertà, disoccupazione, criminalità, tossicodipendenze, emarginazione sono fenomeni che ricorrono nelle liste di priorità d’intervento. In tali condizioni l’utilizzo degli spazi pubblici da parte della cittadinanza può rivestire un importante ruolo nella soluzione dei conflitti e nell’educazione alla vita sociale, posto che tale tipologia di spazi sia intesa non come mera attrezzatura urbana, ma come luogo di promozione delle fondamentali e positive relazioni sociali. Intendere uno spazio secondo questi principi significa dotarlo di quelle risorse organizzative e tecniche che ne potenzino il fine di trasformazione delle condizioni in cui l’emergenza sociale è radicata, renderlo appunto uno “spazio sociale”.

Uno spazio dove l’incontro e le relazione assumono priorità rispetto al semplice mantenimento dell’ordine, non più solo come area di passeggio e di svago, ma come luogo strutturato per attività che intervengono su diversi piani:

q       Potenziamento delle capacità, delle attitudini e dei desideri delle persone, nel rispetto per la vita, i desideri e la libertà di ciascuno, e nel rifiuto di ogni tipo di ghettizzazione.

q       Formazione di saper un fare tecnico, culturale e relazionale nelle persone e nei gruppi

q       Partecipazione pensata come sviluppo della coscienza dei diritti e dei doveri che una persona ha nel vivere insieme.

3.2 L’attualità

Lo scenario attuale si presenta come qualcosa di sospeso; sul parco si riproducono flussi socio culturali vivaci, gli attori di un tempo hanno incontrato nuovi compagni di viaggio, chi, sulla zona, era rimasto a lavorare all’interno del proprio universo più circoscritto trova una nuova sponda per tornare sul territorio, i colori irrompono sulla scena sull’onda di espressività diffuse e radicate. Il territorio appare in attesa, incuriosito dai rinnovati fermenti, ferocemente critico nei confronti degli storici malanni che attanagliano la struttura, disponibile tuttavia, ancora una volta, a coltivare speranze. L’ombra lunga del degrado e dei comportamenti devianti sembra provvisoriamente ritirarsi, come confidando segretamente nel prossimo defluire dell’onda.

3.3 La prospettiva

Si ritirerà l’oda? Quando si ritirerà? O, al contrario, si troverà il modo di costruire quell’invaso in grado di trattenere le energie positive presenti, e di attrarne di nuove, che possono rendere socialmente e culturalmente fertile un ampio territorio incastonato nel ventre della città?

La scommessa per lo più insiste su un punto, saper individuare un modello di gestione che tenga conto delle peculiarità della struttura: in base alle esperienze consolidate esistono varie tipologie di centri sociali, parchi naturali, parchi letterari; sui parchi sociali la letteratura e le pratiche sono molto più esigue.

L’obiettivo è quello di insediare un polo di aggregazione giovanile aperto alla città dove moltiplicare iniziative culturali, ricreative, sportive, ludiche ed educative. Ed ancora è quello di definire e far funzionare una realtà prismatica che viva di logiche di conservazione e tutela dinamica dell’ambiente, di sviluppo della socialità, che esalti le specificità del territorio, che funzioni da collettore di risorse, che si arricchisca di strumenti formativi e lavorativi, che  stimoli l’imprenditoria sociale e la produzione di beni immateriali.

La scommessa è, ancora, quella di forzare gli assetti definiti, di muoversi su un terreno sperimentale, provando a dare nuova traduzione a concetti anche codificati come la sussidiarietà orizzontale o la progettazione partecipata.

L’istituzione ha bisogno di ridefinirsi, riorganizzando le proprie risorse all’interno di un quadro di efficienza, efficacia, razionalità e rispondenza ai bisogni sociali. Gli attori sociali rivendicano il diritto di accesso all’istituzione, con l’obiettivo di dilatarne i confini fino a comprendere nel processo anche i soggetti maggiormente esclusi (che dire della componente sempre più corposa dei cittadini immigrati presenti sul territorio?).

3.4 un nuovo modello di gestione

Sulla scorta dell’intervento socio culturale che si realizza in questa fase all’interno del Parco, e di quanto parallelamente viene a definirsi presso altre realtà territoriali nazionali, si fa largo l’esigenza che si definisca un modello di gestione di tale tipologia di struttura che, da un lato tenga conto della morfologia dello stesso parco, e d’altro canto interpreti le vocazioni e i bisogni territoriali, esaltando il protagonismo degli attori sociali e culturali che insistono sulla zona, in una dimensione di apertura ad altre esperienze che si sviluppano presso altre zone della città e del paese ed oltre.

3.5 Gli strumenti

La sperimentazione che si propone richiede un’assunzione di responsabilità più piena, ed allo stesso tempo condivisa, da parte dell’istituzione comunale e delle espressioni di cittadinanza attiva presenti sul territorio.

Essa richiede l’emanazione di un atto deliberativo che istituisca il “Parco Sociale Ventaglieri” come progetto.

Il progetto dovrà essere gestito, a seguito di stipula di apposito atto, da un coordinamento costituito:

a)      per la parte pubblica da un Responsabile che faccia capo al Sindaco ed agli Assessori competenti, con funzioni di coordinamento di tutti i Servizi comunali che insistono sulla struttura, per quanto territorialmente di loro competenza, e di referente della componente del privato sociale e civile.

b)      Per la parte del privato sociale e civile da una Associazione Temporanea di Scopo che ricomprenda tutte le agenzie e gli operatori che si sono assunti, in questa fase, il compito di contribuire alla riqualificazione del territorio stesso.

La parte pubblica e quella  del privato sociale e civile, promuoveranno, e forniranno gli strumenti operativi, per la realizzazione di una Consulta Popolare che consenta la partecipazione programmatica democratica alla vita del Parco Sociale.

3.6 Gli obiettivi

q       Dotare il parco di illuminazione, degli strumenti e del personale a tutela della sicurezza dello stesso.

q       Garantire l’apertura della struttura anche in orario serale ed, all’occorrenza, notturno, in caso di manifestazioni ed eventi.

q       Provvedere alla stipula dei contratti di manutenzione che garantiscano il funzionamento del parco.

q       Provvedere alla ristrutturazione di tutti gli ambienti disponibili della struttura per renderli funzionali allo svolgimento di attività socio culturali.

q       Provvedere all’inserimento della struttura nei programmi culturali dell’Amministrazione (Maggio dei Monumenti, Mezzanotte nei Parchi, Estate a Napoli, Notte Bianca etc.).

q       Concordare con Provincia di Napoli, Regione Campania e tutti gli enti competenti un piano di finanziamento che consenta la realizzazione di attività culturali, di formazione professionale, di sviluppo dell’imprenditoria sociale e giovanile.

 
 
     

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