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comunicato stampa del cameo

 
 

 

 
 

 

Sui lavori nella parte bassa del Parco Ventaglieri

 

 

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Finalmente la stampa cittadina inizia ad occuparsi della grave situazione di degrado in cui versano il Parco Ventaglieri e le Scale Mobili! Le associazioni che in questi anni hanno incalzato le istituzioni perché si impegnassero in un’opera di gestione e di riqualificazione della due strutture auspicano che ora, dopo le inevitabili discussioni che si leveranno a commento del bell’articolo di Conchita Sannino sulla “Repubblica-Napoli” del 20 ottobre, vengano presi immediatamente tutti i  provvedimenti necessari che la cittadinanza aspetta inutilmente da anni.

Può essere pertanto utile aggiungere alcune informazioni che integrano in parte quanto già scritto nell’articolo in questione. Il  Parco Ventaglieri – senza alcun custode e servizio di guardiania, ma presidiato dalla semplice “presenza” dei giardinieri e dai lavoratori socialmente utili - viene chiuso a partire dalle 14.00 della domenica, proprio nel giorno “di festa”, quando la gente avrebbe più tempo libero per frequentarlo. Ma non basta! Normalmente parecchi spazi del Parco non sono usufruibili dalla cittadinanza, a causa della presenza di cancellate e barriere che impediscono l’accesso a larghe zone di verde. L’ingresso al Parco avviene inoltre attraverso le famose Scale Mobili (spesso immobili per mesi, come in questo periodo) che chiudono durante la settimana  alle 18.00. Insomma sembra vengano frapposti innumerevoli ostacoli all’utilizzo dell’unico polmone di verde della nostra zona, che potrebbe invece costituire un importante polo di aggregazione sociale e culturale.

Dopo una Festa organizzata dal Forum Tarsia, un’associazione ambientalista e di “cittadinanza attiva”, dal significativo titolo “Libera il verde!”, l’Assessorato all’Ambiente, ai Parchi e Giardini decise nell’estate del 2002 la costruzione di un campetto di calcio nella parte bassa del Parco che fu pertanto “cantierata” e chiusa al pubblico. Il campetto è stato costruito da due anni,  ma la parte bassa del Parco continua ad essere chiusa, con il risultato che i ragazzi del quartiere per accedere al campo hanno preso l’abitudine di scavalcare, con grave pericolo per la propria incolumità, il muro di cinta. Questo con il passare dei mesi non poteva che “cedere”: attualmente un varco permette il libero accesso a pedoni e motorini in uno spazio che teoricamente dovrebbe essere “cantierato” e che è diventato ricettacolo di rifiuti, pietre e calcinacci.

Sempre il Forum Tarsia, per richiamare l’attenzione delle Istituzioni sulla situazione di crescente degrado del Parco e delle scale ha organizzato insieme con Città della Scienza proprio all’interno della struttura delle Scale Mobili la mostra didattica “Luci e colori”, inserita tra l’altro nel “Maggio dei monumenti”, che si è svolta dal 20 aprile al 30 maggio di quest’anno. Tra le varie iniziative è stato proiettato il film “Il cantiere” girato del giovane regista Pietro Marcello, con la collaborazione dello scrittore Maurizio Braucci,  che si svolge interamente  nel Parco Ventaglieri. Durante quelle giornate, in cui centinaia di alunni delle scuole della zona e cittadini hanno visitato la mostra - nonostante le Scale (im)mobili! -, sono  state raccolte duemila firme di protesta (e non seicento come riportato nell’articolo) ed è nata l’idea di creare un Coordinamento di undici  associazioni della zona – il CAMeO appunto – per dare più forza alle rivendicazioni della cittadinanza.

Il CAMeO chiedeva immediatamente al Comune  di poter utilizzare i locali vuoti che si trovano all’interno della struttura per dare continuità agli interventi che da anni le associazioni portano avanti nel quartiere, presidiando contro il degrado una struttura che sembra al momento  lasciata a sé stessa.

Nei mesi di maggio e giugno parte delle associazioni aderenti al CAMeO insieme al Centro sociale DAMM, ad alcune scuole della zona, al presidente della Circoscrizione, Elisabetta Gambardella, e ad alcuni architetti dell’Assessorato al’Ambiente, ai Parchi e Giardini, hanno partecipato ad una serie di incontri svoltisi presso la Circoscrizione Avvocata-Montecalvario che hanno avuto come oggetto proprio la sistemazione della parte bassa del Parco Ventaglieri i. A conclusione di quegli incontri,  il Damm, il Forum  Tarsia e buona parte delle Associazioni  aderenti al CAMeO chiedevano alle Istituzioni  che

1)     Fossero rese immediatamente funzionanti le Scale Mobili del Parco

2)     Fossero realizzati  le opere minime atte a rendere il luogo agibile, con il ripristino del muro di cinta e la pulizia dello stesso.

Entrambi gli interventi ci sembravano necessari   per  procedere finalmente alla apertura al pubblico del parco.  Contestualmente le associazioni si  dichiaravano disponibili alla strutturazione di un percorso-laboratorio di progettazione partecipata a partire dall’ autunno che coinvolgesse il quartiere e le scuole nella costruzione di un progetto ampio e condiviso finalizzato all’utilizzo del parco in tutte le sue parti.

 Dopo l’estate, nonostante gli incontri, nonostante le assicurazioni degli assessori presenti all’inaugurazione della mostra “Luci e colori”,  la situazione non è cambiata, anzi giorno dopo giorno continua a peggiorare! Le scale restano immobili, il varco nel muro di cinta si allarga sempre più, nessuna comunicazione ufficiale ci è stata fatta sull’utilizzo dei locali nelle Scale Mobili (anche se siamo venuti a sapere che i locali sono stati assegnati ad una struttura “comunale” che, ci viene detto, al limite potrà ospitarci).

Quali riflessioni è possibile fare dopo queste vicende? Ci sembra che di fronte ad una presenza spesso  propositiva e fattiva della “società civile”, delle realtà culturali e associative presenti sul territorio, le Istituzioni sembrano in questo momento, con il loro esasperante immobilismo,  non essere in grado in alcun modo di recepire i bisogni e le aspettative della cittadinanza, rischiando di fatto una pericolosissima frattura con questa.

Il CAMeO (Coordinamento Associazioni Montesanto e...Oltre) opererà comunque perché questo non accada,  impegnadosi nei prossimi mesi  a dare il suo piccolo contributo alla speranza e all'organizzazione, coltivando l'ambizione che il processo, teso alla crescita sociale, civile e culturale della nostra città,  possa non interrompersi.

 
 
 

 

   

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