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così parlò marianna

 
 

 

 
 
 

Marianna, 'a capa 'e Napule, è la protagonista del VI Carnevale a Montesanto organizzato dal Coordinamento Parco Sociale Ventaglieri

 

 

Sfilano Donna Marianna e i carri dei bambini rom

Articolo di Repubblica del 3 marzo 2011

Così parlò Marianna

Il programma della parata dell'8 marzo

Maschere con gusto

Articolo del Mattino del 19 febbraio sui nostri laboratori

Nuova piazza dell'economia solidale

Durante il mercatino del 19 febbraio 2011 avrà luogo anche il laboratorio in preparazione del Carnevale

Il VI Carnevale a Montesanto

Quest'anno il Carnevale vede come protagonista "Donna Marianna. 'a capa 'e Napule"

I laboratori itineranti nel quartiere

In preparazione della parata dell'8 marzo ci saranno una serie di laboratori di strada aperti a grandi e piccoli

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Il progetto di quest'anno vede come protagonista Donna Marianna, 'A capa 'e Napule: personaggio misterioso e suggestivo incarnato nella grande testa in marmo ritrovata nel '600 in Piazza Mercato e attualmente conservata nella scalinata principale di Palazzo San Giacomo. Marianna fa parte di un gruppo di statue che, come testimonia una serie di leggende e detti, la nutrita fantasia del popolo napoletano ha voluto “parlanti” : 'O Cuorpo 'e Napule, il Gigante di Palazzo, la Testa Carafa e appunto Donna Marianna.

Probabile raffigurazione della dea Afrodite e destinata quindi ad un tempio della città greca, è stata di volta in volta indicata come raffigurazione della sirena Partenope o addirittura di Santa Patrizia. Durante la rivolta di Masaniello le venne rotto il naso e, durante la Rivoluzione del 1799, fu invisa ai sanfedisti che vedevano in lei la raffigurazione della “Marianna”, simbolo della Francia repubblicana e rivoluzionaria. Il popolo napoletano mantiene con Marianna un rapporto affettivo contraddittorio: sfoga su di lei il risentimento per le dure condizioni di vita che gli sono date (E che ce vo'? 'a capa 'e Napule!), ma finisce sempre per mostrare rispetto per una presenza che raffigura comunque la città e che viene vissuta pertanto come “sacra”.

Di Marianna ci affascina il suo rapporto ambivalente e contraddittorio, di certo mai pacificato, con la città; il suo stare sempre un po' “ai margini”, nella scomoda posizione di “straniera in patria”: mai totalmente voluta, mai totalmente accettata; condannata ad un continuo gioco di memoria e dimenticanza. Ci piacciono la sua ambiguità, la sua identità sfuggente e polimorfica, spesso in bilico tra sacro e profano. O forse, addirittura, ci piace la sua assenza di identità: grado zero...apertura di infinite possibilità di fuga davanti a una città che forse deve necessariamente dimenticare la linea del suo golfo se vuole finalmente ritrovarsi. Ci piace infine il suo nome: repubblicano e rivoluzionario...

Quest'anno il martedì grasso cade l'8 marzo, Festa della Donna, e il VI Carnevale a Montesanto vedrà proprio una donna, Marianna, dea-madonna-sirena-santa-rivoluzionaria, icona polisemica e metamorfica, al tempo stesso sacra e profana, attraversare le strade del quartiere Avvocata e aprire la “parata propiziatoria per la rinascita della città”. Sul corpo e sulle vesti di Marianna verranno apposti tanti fogliettini sul modello degli ex-voto, con i desideri espressi dai cittadini di un'altra città possibile.

 

 
     

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