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il cantiere

 
 

 

 
 

 

Lettera pubblicata su Repubblica il 22 febbraio 2005

 

 

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In un articolo del  7 gennaio su “Repubblica” Conchita Sannino annunciava che l’opera di rinascita del Parco Ventaglieri e della struttura delle scale mobili “sembra dunque avviata” grazie ad un’”intesa” tra Circoscrizione Avvocata e l’Assessore all’Ambiente Casimiro Monti. Infatti dopo mesi di blocco, con l’anno nuovo,  le scale mobili riprendevano finalmente tutte a funzionare, grazie ad un nuovo contratto di manutenzione. L’assessore Monti,  inoltre, dopo aver sentito le associazioni della zona riunite nel CAMeO (Coordinamento Associazioni Montesanto e ...Oltre), contrarie ad un’eliminazione della parte bassa del Parco, accogliendone le richieste, riprendeva i lavori a valle del Parco per una necessaria ristrutturazione prima della riapertura.

Dopo poco più di  un mese da  quell’articolo la situazione è di nuovo precipitata: nei giorni scorsi i Vigili del Fuoco hanno chiuso l’intera struttura delle Scale mobili a causa di un’infiltrazione, impedendo in questo modo l’accesso al Parco da Via Ventaglieri. Nel frattempo i lavori nella parte bassa continuano con un ritmo tale che saranno necessari anni e non mesi per portarli a termine: pochi operai lavorano non tutti i giorni e, almeno per ora, non si vedono  segni tangibili di un avanzamento dei lavori.

Strano destino quello del Parco Ventaglieri ...Un giovane cineasta napoletano,  Pietro Marcello, lo ha sintetizzato mirabilmente nel titolo del suo documentario che parla appunto del Parco  e che ha vinto pochi mesi fa il Premio Libero Bizzarri: “Il Cantiere”.  Si può ipotizzare che la  “cantierizzazione” del Parco Ventaglieri sia stata infatti in passato una precisa politica dell’Amministrazione che in tutti questi anni non ha mai voluto affrontare in modo risolutivo i problemi di guardiania, di gestione e di organizzazione della struttura, sciogliendo i nodi che di volta in volta si venivano a creare o erigendo cancellate, che non permettono di fatto l’accesso ad alcuni suggestivi percorsi, o “cantierizzando” addirittura parti del Parco. Come dimenticare che l’attuale degrado della parte bassa nasce anche dal fatto che, dopo avervi costruito un campetto di calcio, lo spazio “cantierizzato” non è mai stato riaperto al pubblico per circa due anni,  per cui i ragazzi del quartiere, per accedervi, hanno divelto a poco a poco il muretto di cinta?

Scelte miopi per una classe dirigente che non sempre si è posto quelle domande che lo scrittore Maurizio Braucci nel suo articolo di commento al “Cantiere”, pubblicato su Repubblica,  poneva a noi tutti : “Quanto spazio per un bambino, quanto per un’automobile? Quale scuola, quali strutture, quale cultura per gli adolescenti? La prima domanda da porsi di fronte al dilagare della violenza non dovrebbe essere perché?”

Di fronte a questo nuovo imprevisto che nuovamente mette fuori gioco le scale mobili l’Amministrazione vorrà cambiar strada, risolvendo una volta per tutte i problemi tecnici e di gestione del Parco e delle scale mobili o ci troveremo di fronte all’ennesima “strategia della lumaca” tesa a dilazionare la soluzione dei problemi? Quanto tempo dovranno aspettare i ragazzi del quartiere per lasciare la strada e riprendere a giocare nel loro campetto in un Parco Ventaglieri finalmente riaperto in tutte le sue parti?

Sergio Bizzarro del Forum Tarsia

 
 
     

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