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11 novembre 2007: assemblea

 
 

 

 
 

 

Pratiche di democrazia partecipativa e di intervento sociale in un'area verde del centro storico di Napoli: i cittadini si riuniscono in assemblea.

 

 

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C'erano circa quaranta persone all'assemblea degli abitanti del quartiere convocata dal Coordinamento Parco Sociale Ventaglieri: oltre agli aderenti al Coordinamento, erano presenti le mamme del Damm e i genitori della scuola Mazzini, esponenti dell'Associazione “Masaniello” e del meet-up di Peppe Grillo e abitanti del quartiere una buona parte dei quali dell'area del Forum Tarsia. E' intervenuto poi a metà riunione il Presidente della Municipalità Alberto Patruno.

Inizialmente è stato ricordato lo scopo della riunione: organizzare un confronto tra tutti i gruppi che ruotano intorno all'attività del Coordinamento Parco Sociale Ventaglieri ma che non sempre riescono a comunicare tra loro e raccogliere le varie proposte sulla costruzione del Parco Sociale. E' stata ricostruita la storia dei 18 mesi del Comitato di gestione che hanno visto la convocazione di appena 5 riunioni durante le quali poche decisioni “di sostanza” sono state prese. Da una valutazione negativa di questo tipo di esperienza è nata la svolta del Coordinamento che pur continuando a credere nella possibilità di una Gestione partecipata di uno spazio pubblico non reputa l'Amministrazione attualmente in carica culturalmente attrezzata e realmente interessata a portare avanti questo tipo di esperienza. D'altra parte il CPSV, rifiutando ogni ipotesi di affido “privatistico” della struttura alle associazioni, continua a rivendicare il ruolo del Pubblico nella gestione degli spazi della città. E' stato illustrato poi il dossier sullo stato dei luoghi del parco e si è invitato le diverse realtà presenti a esprimere proposte concrete. La partecipazione d'altra parte non può essere quella che vede coinvolte le sole associazioni che si riuniscono il giovedì: c'è bisogno di allargare il processe alle diverse realtà che operano sul territorio e che esprimono esigenze e proposte. E' auspicabile perciò che riunioni come queste si ripetano nel tempo con periodicità fissa.

Qualcuno sottolinea prima di tutto la necessità di una denuncia puntuale delle inadempienze dell'Amministrazione. Cosa che generalmente viene fatta dal Coordinamento il cui protocollo sta diventando sempre più copioso.

Le Mamme del Damm ricordano come nelle loro riunioni settimanali si sia sottolineato più volte la pericolosità per i bambini piccoli di alcuni luoghi del parco, l'assenza di giochi realmente utilizzabili (quelli della parte bassa del Parco si trovano in una zona umida e “troppo vicina” alle pallonate provenienti dal campetto). Propongono inoltre un'iniziativa di protesta sulle scale mobili per l'ultimo sabato di novembre: un corteo colorato e festoso di “carrozzine” e abitanti, accompagnati da una banda musicale, dopo aver attraversato le strade del quartiere coinvolgendo la cittadinanza sul problema dei “lavori senza fine”, porrà un cartellone di denuncia (simile a quelli che informano sulle caratteristiche e la durata dei lavori), in prossimità del cantiere, nella parte bassa del Parco. La manifestazione sarà preparata nei giorni precedenti con volantinaggio, lenzuoli di protesta, ecc. e potrà ripetersi, in altre forme, periodicamente, fino alla riapertura delle scale.

C'è chi non crede che i comportamenti del Comune possano cambiare sotto la spinta della denuncia e della protesta e propone allora di non scegliere il Comune come interlocutore ma di continuare a operare nel Parco utilizzando forme di autofinanziamento. Ma c'è chi obietta che i cittadini in quanto contribuenti hanno il diritto di richiedere servizi efficienti dal Comune e non si può chiedere loro di pagare due volte.

C'è un cittadino che non è abitante del quartiere ma spesso viene a visitare la figlia che vive nelle nostre strade e ogni volta si indigna per lo stato dei luoghi. Sottolinea con rincrescimento come nonostante le denunce del Forum Tarsia di qualche anno fa, pubblicate sulla stampa cittadina, non ci sia stato alcun cambiamento positivo. Ciononostante invita a continuare nell'azione.

Si ricorda come le associazioni in questi anni, e anche recentemente, abbiano continuamente segnalato sulla stampa e alle autorità le situazioni di disagio esistenti. Non sempre però la stampa, condizionata dalla politica partitica, raccoglie queste denunce. La “cittadinanza attiva” tuttavia non deve però trovare motivi di sconforto: deve continuare la sua azione per allargare l'area della partecipazione (con l'obiettivo di trasformare il cittadino-spettatore in cittadino-attore) e giudicare di volta in volta le Istituzioni alla prova dei fatti. Per questo il Coordinamento valutando negativamente il rapporto con l'Assessorato all'Ambiente, chiede ora, come la legge prevede, l'immediato passaggio dei parchi del centro storico alla Municipalità con la speranza che la cittadinanza possa controllare maggiormente un'Istituzione più vicina ad essa.

Il processo di riappropriazione degli spazi da parte della cittadinanza già ora sta avendo luogo nelle molteplici attività che avvengono nel Parco e viene ricordato l'esperienza del doposcuola iniziato da qualche settimana.

Alberto Patruno, Presidente della Municipalità, ricorda la sua azione per la costruzione del Parco Mascagna. Ricorda come le difficoltà attuali da parte del Comune di Napoli siano determinate in primo luogo, da uno stato non dichiarato, ma esistente di fatto, di “dissesto”. Invita le associazioni ad utilizzare la Municipalità come strumento per attivare più facilmente meccanismi di partecipazione. Consiglia di rivolgersi per eventuali finanziamenti alla Regione piuttosto che al Comune, visto il suo stato finanziario. Ad una richiesta di approfondimento su tempi e modalità del passaggio dei parchi alla Municipalità precisa che il nuovo regolamento delle Municipalità ha definito con precisione tempi e nuove competenze. La resistenza al passaggio e la lentezza con cui avviene nasce anche da resistenze interne alla burocrazia (paura di perdere quote consistenti di potere).

Qualcuno raccogliendo il punto di vista di molti presenti che sono impossibilitati a partecipare alla riunione del giovedì alle 13.00 esprime l'esigenza che l'orario venga spostato in una fascia oraria che permetta a chi lavora di partecipare. Vi è necessità che l'azione del Coordinamento recepisca queste istanze di partecipazione da parte di forze del territorio che esprimono la propria voglia di attivarsi.

  
 
     

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