| |
MICHELE FOUCAULT
"...il
potere, a meno di considerarlo da molto in alto e da molto lontano, non
è qualcosa che si divide tra coloro che l'hanno e lo detengono come
proprietà esclusiva, e coloro che non l'hanno e lo subiscono. Il potere,
credo, dev'essere analizzato come qualcosa che circola, o piuttosto come
qualcosa che funziona solo, per così dire, a catena. Non è mai
localizzato qui o là, non è mai nelle mani di qualcuno, non è mai
oggetto di appropriazione come se fosse una ricchezza o un bene. Il
potere funziona, si esercita attraverso un'organizzazione reticolare. E
nelle sue maglie gli individui non solo circolano, ma sono sempre posti
nelle condizioni sia di subirlo che di esercitarlo. Non sono mai il
bersaglio inerte o consenziente del potere, ne sono sempre gli elementi
di raccordo. In altri termini il potere non si applica agli individui,
ma transita attraverso gli individui.
Non si tratta
dunque, credo, di concepire l'individuo come una sorte di nucleo
elementare o di atomo primitivo, come una materia molteplice e inerte
sulla quale verrebbe ad applicarsi il potere o contro la quale verrebbe
a urtare il potere. Non si tratta cioè di concepire il potere come
qualcosa che sottomette gli individui o li spezza. In realtà, ciò che fa
sì che un corpo, dei gesti, dei discorsi, dei desideri siano
identificati e costituiti come individui, è appunto già uno dei primi
effetti del potere. L'individuo non è il vis-à-vis del potere, ma
credo che ne sia uno degli effetti principali. L'individuo è un effetto
del potere e al tempo stesso, o proprio nella misura in cui ne è un
effetto, è l'elemento di raccordo del potere. Il potere passa attraverso
l'individuo che ha costituito."
Bisogna difendere
la società
|
|
|
|