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assemblea

 

 

Il 7 luglio cittadini e associazioni si sono riuniti per discutere della situazione nel parco

Volantino di convocazione dell'assemblea

 

 

 

 

 

 

 

 

L’assemblea viene introdotta da Chiara dello “Sgarrupato” che ricorda come nelle ultime settimane sia nata l’esigenza di mettere in rete ancora una volta  tutte le realtà associative, gli spazi liberati, le diverse soggettività che operano nel parco, insieme ai bambini e agli abitanti di Montesanto  che lo frequentano abitualmente, con lo scopo di riprendere un intervento strutturato in uno dei pochi spazi verdi del centro storico. Si è deciso così di ricorrere alla forma assembleare, ricorrendo inoltre a quegli strumenti di partecipazione attiva in grado di individuare i bisogni della popolazione.
Interviene Ciro, responsabile del Centro Educativo, che da anni opera nel Coordinamento Parco Sociale Ventaglieri,  in particolare con i ragazzi “sprogettati” (che non afferiscono cioè a nessun progetto particolare) nella parte bassa del parco. Lo stesso Coordinamento non è mai riuscito ad attivare  un focus più mirato su questa parte del parco. Nel suo intervento Ciro cerca di riportare in assemblea  i bisogni che i ragazzi che frequentano il campetto hanno espresso in più occasioni: prima di tutto la presenza di una fontanella e di un complessivo restyling del campetto. A questo si può aggiungere la creazione di uno spazio permanente per portare avanti i laboratori per la preparazione del Carnevale nel corso di tutto l’anno. La problematica “educativa”  che maggiormente emerge in questo spazio è come evitare la prevaricazione dei ragazzi più grandi nei confronti di quelli più piccoli nell’utilizzo del campetto. La soluzione individuata è la creazione di un gruppo autorganizzato degli stessi ragazzi che disciplini  le turnazioni. Un altro elemento di criticità è l’assenza di una serie di attività per le ragazzine che il più delle volte si limitano ad assistere alle partite dei “maschi”.
Flavio della “Fondazione Fabozzi” sottolinea come in questi anni si siano raggiunti parecchi obiettivi ma per sedimentarli sia necessario creare un gruppo di volontari che supporti la presenza del Centro Educativo anche nei giorni in cui questo non è presente.
Il Sig.Geppino, abitante del quartiere, ricorda come si debba costantemente far argine a ricorrenti atti di vandalismo: bisogna propagandare l’idea che il campetto appartiene a tutti i ragazzi ed è un bene che va salvaguardato da tutti.
Il Sig Franco, abitante del quartiere, sottolinea ancora il problema della mancanza di ombra nella parte bassa del parco e come sarebbe necessario piantare nuovi alberi. Propone poi che dietro il campetto venga attrezzato un campo di bocce e come sia necessario attrezzare un area con tavolini per anziani. Per anni gli anziani del quartiere si ritrovavano in un’Associazione operaia che ora ha chiuso. Esiste una domanda di socialità che potrebbe trovare una risposta nella progettazione del parco.
Daniele, dello “Scugnizzo liberato”, nota come una parte dei ragazzi che frequentano lo “Scugnizzo” sono gli “esclusi” dal campetto del parco. Si dovrebbe formare un gruppo di Coordinamento sulla scia delle cose che dicevano Ciro e Flavio per disciplinare le turnazioni. Ricorda anche come sia necessario richiamare la Municipalità a quei compiti di manutenzione del Parco che le competono.
La Sig. Rosa, abitante del quartiere, afferma che bisognerebbe individuare i ragazzi che commettono atti di vandalismo e costringerli a svolgere, a riparazione dei danni provocati, attività di pulizia e manutenzione del parco.  Questa affermazione provoca spunti di dibattito tra i presenti. E’ necessario poi che il parco diventi uno spazio non degradato: tanto più sarà abitato e frequentato, quanto più sarà bello. Solo allora non ci sarà bisogno di un’autorità esterna. Propone che per le donne, grandi e piccole, sia organizzata una scuola di cucina.
Chicco dello “Sgarrupato” nota come emergano visioni diversi del parco e come sia necessario riportare a sintesi queste visioni dando un indirizzo del parco come prodotto della comunità. Uno dei problemi del parco inoltre è che tutti gli interventi non sono stati continuativi.
Francesca, che in passato ha fatto parte del “Coordinamento” e che ha collaborato a molti Carnevali, insiste sulla necessità che le diverse realtà convergano verso un’unica direzione e che si riapra prima possibile il dialogo con le istituzioni.
Maurizio, del “Coordinamento” e delle “Scalze”, ritorna ancora una volta sugli atti di vandalismo, affermando come questi diventino un comodo alibi da parte della Municipalità per fare poco o niente.
Emanuele, un ragazzo che abitualmente gioca nel campetto, afferma che gli episodi di vandalismo provengono da ragazzi estranei al quartiere, mossi probabilmente dall’invidia, e come sia necessario da parte dei custodi maggiore sorveglianza. I ragazzi del quartiere che utilizzano il campetto cercano invece di tutelarlo. Sulla possibilità di coinvolgere le famiglie in merito a questi atti vandalici, ritiene che sia un’impresa poco utile, vista la scarsa propensione delle famiglie ad occuparsi di quello che accade fuori del ristretto ambito familiare. Riconferma che in questo momento il bisogno fondamentale che i ragazzi esprimono è quello della fontanella.
Chiara, dello “Sgarrupato”,  partendo dalla constatazione del carattere “pubblico” del parco, si interroga sulle modalità che il pubblico deve avere nel caso specifico e sulla possibilità di coinvolgere i custodi.
Sergio, del “Forum Tarsia”, ricorda che in passato sono state fatte diverse riunioni che coinvolgevano Municipalità, associazioni, giardinieri e custodi con risultati controversi. L’ipotesi su cui in questi anni il “Coordinamento Parco Sociale Ventaglieri” si è mosso è quello di uno “spazio pubblico a responsabilità partecipata” con una divisione di ruoli tra Municipalità che regola l’organizzazione e la direzione del personale e la manutenzione del parco,  e le associazioni che programmano attività e raccolgono i bisogni e le esigenze della cittadinanza.
Fulvio, del “Teen_Lab” (Progetto delle Scalze), sottolinea come in città non sia presente una cultura degli spazi pubblici e come lo sforzo di tutti i soggetti vada rivolto verso la costruzione di tale cultura. Compito prioritario delle associazioni è quello di intercettare i bisogni della cittadinanza.
Gennaro, organizzatore di comitati cittadini, propone che nel parco si organizzino le conserve dei pomodori pelati.
Claudia, abitante del quartiere, ricorda come non ci siano motivi per passare nel parco. Bisogna scoprire utilità e potenzialità dei luoghi, organizzando eventi e attività.
Giannino, del “Coordinamento Parco Sociale Ventaglieri”, si mostra stupito dal fatto che l’unico bisogno realmente emerso in questa assemblea sia quello della fontanina. Forse lo sforzo da fare è quello dell’educazione alla scoperta dei bisogni.  Bisogna chiedersi inoltre perché stare nel parco. Accanto al momento educativo va posto anche l’aspetto personale: il piacere che ciascuna persona può provare nel frequentare luoghi, incontrare persone, discutere insieme.
Giuliana, di “GardeNet” e “Le Scalze”, informa che il progetto GardeNet ha programmato una serie di interventi nel parco che avranno luogo nelle prossime settimane: il 13, 20 e 27 luglio.
Federica, di “GardeNet”, nota come ci sia un allargamento dell’area del Coordinamento. Ci sono nuove realtà e nuove individualità che vogliono partecipare. Bisogna prendere prima di tutto dal passato tutte le cose che sono state fatte e portarle avanti, mettendo a sistema idee, esperienze, persone. Propone poi che si facciano riunioni più piccole e mirate su temi specifici.
Chiara, dello “Sgarrupato”, concludendo, afferma come sia emersa dalla assemblea la necessità di un intervento che nasca dal basso. Ritorna sui principali temi emersi nel corso della riunione: in particolare la volontà di riaprire con la Municipalità il tavolo di gestione condiviso, la necessità di andare avanti nella mappatura dei bisogni e di approfondire il dibattito sul metodo educativo, di trovare soluzione ai bisogni degli anziani e delle ragazze.